29 settembre 2008

Rassegna stampa

Lunedì 29 settembre 2008

Indice

Quotidiani

La Repubblica – "E’ crisi, tassiamo la pioggia" – di Giuseppe Caporale – pag. 1-18

La Stampa – "Luce e gas, arriva un’altra stangata" – di Luigi Grassia – pag. 23

La Stampa – "Mercato incerto. Il prezzo del mattone corre di meno" – di Agnese Vigna – pag. 24

La Stampa – "Le polizze fanno boom su bufere e grandine" – pag. 25

La Stampa – "La posta di Maggi" – a cura di Glauco Maggi – pag. 27

La Stampa Torino e Prov. – "Specchio dei tempi" – pag. 61

Free Press

City – "Il segreto dei torinesi? Il cinema anti-stress" – di Dan. Va. – pag. 20

City – "Trovata melamina nel cibo di cani e gatti" – pag. 20

Internet

HelpConsumatori.it – "Dal 1 ottobre stop ai servizi a sovrapprezzo" –

HelpConsumatori.it – "Latte contaminato, OMS e FAO lanciano appello per aumentare la vigilanza" –

La Repubblica

Pag. 1-18

E’ crisi, tassiamo la pioggia

(Giuseppe Caporale)

RAVENNA - Benvenuti nella città dove la pioggia si paga. Con la bolletta. Un temporale, in media, incide quasi per il tre per cento sulla tariffa dell´acqua potabile stabilita per ogni utente. La pioggia si paga non solo a Ravenna, ma anche in tutti i comuni della provincia. E non si tratta di uno scherzo. Lo ha deciso l´ente pubblico territoriale che gestisce le reti idriche (l´Ato), con una delibera del gennaio scorso. Poche righe per stabilire che nella tariffa va inserito anche il costo della gestione delle fognature delle acque bianche (acque meteoriche): in pratica, il costo della pioggia. Non solo, la delibera prevede anche il recupero degli anni 2005, 2006 e 2007. In questo modo l´Ato risparmierà, ogni anno, più di un milione di euro. Oltre a recuperarne subito più di tre. Immediata la mobilitazione di associazioni di consumatori (Adoc, Adiconsum, Federcosumatori, Lega dei Consumatori) sindacati (Cgil, Cisl e Uil) e categorie (Api, Confindustria, Cna, Confartigianato). Tutte sul piede di guerra. La lista civica comunale «Per Ravenna», ha inviato un esposto al «Comitato per la Vigilanza sull´uso delle risorse idriche» del ministero dell´Ambiente, denunciando il balzello e chiedendo un pronunciamento sulla delibera che ha imposto l´acqua piovana in bolletta. E il presidente del Comitato, Roberto Passino, ha dato ragione al «fronte del no», tanto da scrivere all´Ato ravennate, invitandolo ufficialmente a «correggere la delibera», perchè l´attuale normativa «esclude» che i costi per lo smaltimento delle acque meteoriche «possano essere imputati al servizio idrico». Al ministero dunque sono d´accordo: non si può pagare una tassa sulla pioggia. Ma c´è un ulteriore colpo di scena. L´assessore regionale all´ambiente dell´Emilia Romagna, Livio Zanichelli, invece si è schierato dalla parte del «fronte del sì»: l´acqua piovana la devono pagare i cittadini, tramite la bolletta dell´acqua, sostiene, allineandosi alle scelte dell´Ato e del Comune di Ravenna: «La disamina della questione alla luce delle sole norme statali rappresenta un esercizio interpretativo inconcludente. I costi per lo smaltimento delle acque meteoriche nel territorio dell´Emilia Romagna devono essere computati nella tariffa del servizio idrico integrato». «Ammesso che il comitato ministeriale abbia ragione - sottolinea Gianluca Dradi, assessore all´Ambiente del Comune di Ravenna - va rilevato che esiste una legge regionale precisa in materia, alla quale l´Ato si è attenuto. I costi della collettività poi, se non si pagano nella bolletta, si recuperano sulla fiscalità generale». E continua: «Questo metodo, invece, ci era sembrato più corretto, perché così, trattandosi di un calcolo di media in percentuale, è costretto a pagare di più chi consuma di più e cioè spesso fabbriche e grandi impianti. Sulla bolletta degli utenti domestici il costo incide davvero poco. E poi, tassa sulla pioggia? Sarebbe come definire "tassa sulla polvere" i costi per la pulizia delle strade, laddove, invece, si tratta di un servizio sulla cui utilità non credo vi siano dubbi e rispetto al quale nessuno ha sino ad ora mosso obiezioni al fatto che i relativi costi debbano essere conteggiati nella tariffa dei rifiuti, come appunto avviene». Intanto la lista civica «Per Ravenna» annuncia il ricorso alla magistratura «per imporre il rispetto della legge violata e ad esercitare l´azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e di risarcimento dei danni a tutela dei diritti degli utenti» conferma il capogruppo Alvaro Ancis. «Si tratta di una tassa mascherata da tariffa - chiosa Ancis - Quel costo non deve essere incluso nella bolletta dell´acqua, ma recuperato attraverso la fiscalità generale, allo stesso modo con cui, per esempio, il costo dell´illuminazione pubblica non si può certo trasferire sulla bolletta dei consumi privati di elettricità, o il costo della manutenzione delle strade, non è trasferibile sulle tariffe dei carburanti dei veicoli stradali?».

LA STAMPA

Pag. 23

Luce e gas, arriva un’altra stangata

(Luigi Grassia)

È inevitabile per le famiglie italiane un’altra stangata sulle bollette di luce e gas: domani l’Autorità aggiornerà (come è costretta a fare) le tariffe dell’energia, e così dal 1° ottobre, e per tutto il quarto trimestre in arrivo, ci toccherà pagare di più per queste voci. Il Garante decide senza dare anticipazioni, ma gli istituti Nomisma Energia e Rie (Ricerche industriali energetiche) ogni volta provano a calcolare l’entità delle variazioni usando gli stessi sistemi dell’Authority, e di solito ci azzeccano: stavolta dicono che dovrebbero esserci rincari fino al 6% per l’elettricità e al 3,7% per il gas. Ovviamente, questo si lega agli aumenti insensati del prezzo del petrolio, che fa da parametro per tutti i costi dell’energia. Nonostante i recenti regressi del barile di greggio dal massimo storico a 147 dollari, il periodo di riferimento per il calcolo è stato di prezzi altissimi, e il meccanismo di adeguamento prevede che si faccia riferimento alle medie delle quotazioni delle materia prime nei precedenti 6 mesi per la luce e 9 mesi per il gas. Questo colpirà duramente gli italiani nei loro bilanci già così problematici: la nuova tornata di aumenti costerà a ogni nucleo familiare una media di 80 euro in più nell’arco dell’anno. I calcoli del Rie e di Nomisma energia non sono identici ma danno risultati molto vicini. Il Rie prevede +6% per il metano e +3,7% per l’elettricità, Nomisma Energia +5,8% per il gas e +2,2% per la luce. La differenza è minima sulla prima voce e più marcata sulla seconda, ma cambia poco quando si fa la valutazione dei costi extra su base annua: il Rie dice 80 euro in più e Nomisma Energia «solo» 74 euro, che rappresentano comunque un ulteriore salasso rispetto ai tanti altri rincari che devono già sopportare i consumatori. Queste stime valgono per la famiglia-tipo con 225 chilowattora di luce consumati in un mese e 1.400 metri cubi di gas bruciati in un anno. Le associazioni Federconsumatori e Adusbef lanciano l’allarme sul fatto che questa nuova stangata si va a sommare a quelle dei trimestri precedenti. «Al di là della diverse stime degli esperti» dice una loro nota congiunta «e pur dovendo attendere i dati ufficiali dell’Autorità di settore, già ci sentiamo di esprimere la drammaticità dell’evento, che sommato a quelli dei trimestri scorsi porta a un totale di oltre 250 euro in più a famiglia per luce e gas». I consumatori chiedono al governo di «bloccare il carico fiscale su queste due bollette, equiparando nello stesso tempo l’Iva al 10% sul gas per cottura dei cibi e quello per riscaldamento, che adesso è gravato da un’aliquota al 20%». Federconsumatori e Adusbef aggiungono che «diventa urgentissima la messa in campo delle bollette con tariffe sociali per le famiglie meno abbienti, con sconti sulle stesse del 20 per cento come già deliberato nella passata Finanziaria». L’Autorità per l’energia rivendica il suo ruolo esclusivo nel determinare le tariffe e ricorda con puntiglio che «le stime diffuse da istituti del settore» risultano «molto spesso difformi dai reali aggiornamenti delle bollette di luce e gas». Intanto la Coldiretti fa i calcoli per il settore che le compete e nota che «l’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia spinge alle stelle i costi di produzione in agricoltura. Il loro aumento medio è dell’11%, con incrementi record per la coltivazione di frumento, mais e riso» dove si registra un +17%. Male anche per la coltivazione del pomodoro (+12%) e per l’allevamento di bovini e suini per latte e carne, dove gli incrementi di costo sono del 9 per cento.

«Ogni bambino paga 1.100 euro di Iva all’anno»

«Ogni bambino versa al fisco 1.100 euro di Iva all’anno». È denuncia uno studio di Krls Network of Business Ethics elaborato per conto di Contribuenti.it-Associazione Contribuenti Italiani, e presentato ieri a Napoli. Gli alimenti per la prima infanzia, in particolare quelli che sono necessari fino al terzo anno di età, incidono per il 22% sul bilancio familiare. In Italia, osserva Contribuenti.it, si esentano dall’Iva alcuni beni di lusso quale l’oro o si applica al 4% ai «biscotti da mare», mentre su prodotti per neonati quali i biscotti specifici, il latte in polvere o vegetale, le carrozzine e i pannolini, viene applicata l’aliquota ordinaria. L’associazione sottolinea che «nei principali Paesi europei viene applicata ai bambini l’Iva agevolata, consentendo anche di detrarre tali spese dalle tasse». «Il bonus bebè è stato "una tantum" e non ha influito sul bilancio familiare - afferma Vittorio Carlomagno, presidente di Contribuenti.it -. Bisogna smetterla di considerare i neonati consumatori finali».

LA STAMPA

Pag. 24

Mercato incerto. Il prezzo del mattone corre di meno

(Agnese Vigna)

TORINO - Anche se la corsa del mattone è in frenata, l’Italia si difende bene rispetto allo scenario europeo del mercato immobiliare. Nel primo semestre 2008 mette a segno un +1,6% di crescita dei prezzi delle case e a fine anno la previsione è per un incremento del 2%. Lo afferma Scenari Immobiliari nel Focus dedicato all’Italia nell’European Outlook 2009. Mario Breglia, presidente dell’istituto di ricerche indipendente si aspetta «un 2009 migliore, grazie a un modesto rimbalzo delle compravendite». L’elemento di ottimismo è nella trasformazione che sta investendo tutti i comparti. «Il primo semestre 2008 - spiega Breglia - è stato critico per il settore immobiliare nella maggior parte dei paesi europei. La situazione economica, l’aumento dei tassi di interesse, le preoccupazioni relative all’inflazione e al mercato del lavoro hanno comportato un clima di sfiducia sia tra investitori istituzionali che tra famiglie. È appena iniziata, però, una profonda trasformazione che sta toccando tutti i mercati. Infatti si sta concretizzando una generazione di prodotti, dal quartiere residenziale al distretto terziario o produttivo, dove conoscenza e risorse finanziarie si fondono per creare nuova energia». Lo scenario del prossimo decennio vedrà prodotti vincenti diversi da quelli attuali, date le grandi trasformazioni della società e dell’economia. «Ma per un miglioramento si dovrà attendere dopo il primo trimestre 2009 - dice Breglia - quando dovrebbero aumentare gli scambi, aiutati da un’inflazione contenuta e da quotazioni in calo. Se questa è la linea di tendenza, anche la fase attuale assume un ruolo relativo, come tappa di un percorso di cambiamento». Ecco le previsioni per i singoli settori del mercato immobiliare europeo.

Mercato residenziale

La percentuale di proprietari di case non ha subito variazioni significative nel corso del 2007 e nella prima parte del 2008. La Spagna ha registrato un lieve calo della percentuale di proprietari, ma resta la più alta a livello europeo. Lieve incremento anche in Italia. A fine 2007 il numero di compravendite ha superato 4,6 milioni, che rappresenta un aumento dell’1,7%. I prezzi hanno toccato un rialzo inferiore al 2% nei principali paesi occidentali, dove è evidente il differenziale tra i prodotti nuovi e ben localizzati e quelli vecchi o situati in posizione marginale.

Seconde case

Circa il 7% del fatturato immobiliare dei cinque principali paesi europei è rappresentato dalle residenze turistiche. Il mercato più consistente è quello francese, con quasi 22 miliardi di euro di scambi, mentre l’Italia concentra meno del 6% del totale. Cala la propensione verso la casa al mare, mentre le correnti di domanda si orientano verso la campagna e le zone interne. In crescita gli acquisti di case oltre Europa, soprattutto Stati Uniti, seguiti da Dubai.

Uffici

Lo stock di immobili ad uso terziario/uffici in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Germania e Italia ammonta a circa 905 milioni di metri quadrati. Rispetto al 2007 è in calo la percentuale di spazi di classe C, a fronte di un aumento di quelli di classe A, grazie alla ristrutturazione degli immobili di qualità inferiore e alla realizzazione di numerosi nuovi progetti. Il fatturato di questo settore alla fine del 2007 ha raggiunto 105,5 miliardi di euro, il 3,1% in più rispetto all’anno precedente. Nel 2008 è previsto un calo inferiore all’1%.

Grandi città, Gabetti vede un meno 2,7%

TORINO - Se l’European Outlook di Scenari Immobiliari segnala un mercato immobiliare che corre di meno ma con prezzi ancora in moderata crescita, l’Ufficio studi di Gabetti Property Solutions Spa vede per il mattone nel 2008 un «soft landing», ovvero una frenata morbida. Il direttore Guido Lodigiani spiega che «il numero di richieste d’acquisto è costante, i tempi di vendita si sono stabilizzati su livelli elevati, intorno ai 6 mesi». Risulta diminuita la domanda d’investimento immobiliare privata, che rimane circoscritta ai capoluoghi e ai quartieri universitari. Si registra un surplus di offerta di nuovo nell’hinterland. Le nuove realizzazioni risultano premiate dal mercato in modo selettivo, sulla base della location, funzionalità, efficienza e rapporto qualità-prezzo degli interventi. Lodigiani segnala, poi, come una parte dei venditori stia rivedendo le proprie aspettative di vendita al ribasso: «un fatto positivo per la dinamica degli scambi». Ma i prezzi come sono cambiati in questo periodo? Nel primo semestre del 2008 si sono registrate delle variazioni nelle quotazioni immobiliari leggermente negative. Se si dà uno sguardo alla grandi città in media il calo si è attestato intorno al 2,7 per cento. Fra le grandi città della Penisola le contrazioni maggiori si sono riscontrate a Torino, dove il ribasso è stato del 6,3%. Una contrazione su cui in parte potrebbe aver influito la fine dell’effetto benefico originato dalle Olimpiadi Invernali. Secondo i dati dell’osservatorio Tecnocasa male anche Genova (-4,5%) e in diminuzione del 3,1% le quotazioni delle abitazioni a Savona, e dell’1,2% a La Spezia. In entrambi le città prezzi stabili nel centro città. In controtendenza invece Imperia, dove le quotazioni sono aumentate nei primi sei mesi dell’anno dell’1,4%. Segni negativi marcati hanno toccato anche a Bologna (-4,2%) e Napoli (-4,1%). Dove, invece, le diminuzioni dei valori sono state più contenute sono a Milano, dove il calo è stato appena dell’1% mentre nella Capitale il ribasso ha toccato il 2,4%. Prezzi stabili invece a Cagliari. Per quel che riguarda la dimensione dei mercati, la contrazione dei prezzi è stata più sensibile nei capoluoghi di provincia (-3,4%) piuttosto che nei piccoli Comuni (-2,5%). Ora gli occhi degli operatori immobiliari sono puntati sulle previsioni per il futuro. Per Alessandro Ghisolfi, direttore dell’ufficio studi Ubh, holding di partecipazioni attiva nei settori immobiliare e della mediazione creditizia «durante il 2009 i prezzi delle abitazioni cercheranno un loro nuovo punto di equilibrio sicuramente inferiore rispetto a quello di inizio 2008». Per quanto il 2008 abbia registrato compravendite in calo, con riflessi depressivi sui prezzi, gli appartamenti "in buono stato", cioè che non necessitano di un intervento di totale ristrutturazione, sono diminuiti mediamente del 7% rispetto ai primi sei mesi del 2007. E le transazioni hanno confermato il trend di discesa con una contrazione del 13-15%. Per la fine del 2008 la dinamica di aggiustamento dei prezzi si dovrebbe confermare, secondo il direttore dell’ufficio studi di Ubh, con ulteriori ritocchi al ribasso di 2-3 punti percentuali e le compravendite dovrebbero stabilizzarsi, confermando la percentuale di decremento del primo semestre. Il report semestrale, elaborato con dati raccolti fino alla fine di giugno 2008 dai primi 30 comuni capoluogo italiani, evidenzia che i cali maggiori di prezzi si sono verificati a Napoli e Palermo (-9%), seguite da Roma (-8,3%) e Milano (-8%), anche loro già in leggero calo nel primo trimestre. Torino, ancora in positivo a marzo 2008, vede i prezzi calare in media del 6% circa un po’ come come Bologna, Genova, Firenze e Catania. \

LA STAMPA

Pag. 25

Le polizze fanno boom su bufere e grandine

Il 2008 si concluderà con un vistoso rapporto fra i premi incassati e i sinistri liquidati (o posti in riserva) nel settore assicurativo dei danni a fabbricati di tutte le categorie: case, stabilimenti, attività commerciali ecc. Si parla di un tipo di rischio che si sta diffondendo sempre più in non poche aree del nostro pianeta: trombe d’aria, uragani, bufere, vento e cose da esso trascinate, grandine ecc. I titolari di questo supplemento di garanzia alle polizze-base incendio in pochi anni si sono quasi raddoppiati. Se poi si aggiungono i rischi grandine per le auto, in un solo quinquennio tali coperture sono più che triplicate; in Europa sono sempre più numerose le tempeste che si trasformano in cicloni di tipo tropicale avvicinandosi, in ordine statistico, a quanto accade nell’area del Sud Est asiatico. Quanto può costare all’assicurato l’inclusione della copertura delle calamità naturali nella polizza incendio della casa? Trovandoci in un mercato libero, ogni società applica tariffe e franchigie proprie. Quindi facciamo degli esempi che rientrano nelle gestioni normali. Se la nostra casa vale, per ipotesi, 500 mila euro, il premio di polizza per il solo incendio può risultare di 250 euro. Se in tale contratto includiamo anche le calamità atmosferiche, la tariffa aumenterebbe di circa 100 euro, vale a dire il 40% in più, cioè 350 euro. E’ chiaro che coloro che seguono con una certa attenzione quanto causa nel mondo intero il cambiamento climatico hanno tutto l’interesse che il loro bene immobiliare venga protetto passivamente attraverso l’inclusione nella loro polizza degli eventi atmosferici. La percentuale stabilita per i danni da grandine alle auto si dimostra assai superiore a quella per gli immobili ma, come si vedrà, gli importi assicurati sono più modesti e, quindi, il premio diventa più contenuto: se l’auto vale 15 mila euro, la spesa per la grandine può risultare di 75 euro. Cioè attorno ai 5 euro per ogni mille assicurati. In quest’ultima copertura, però, può essere previsto il risarcimento anche per gli atti vandalici. Per finire, è già accaduto che il tal istituto di credito esiga, prima di dare corso all’iter per il mutuo per l’acquisto di una villetta, che nella polizza incendi sia inclusa anche la garanzia dei danni derivanti da calamità atmosferiche.

LA STAMPA

Pag. 27

La posta di Maggi

(a cura di Glauco Maggi)

Tinteggiatura delle scale

In sede di assemblea condominiale, l'amministratore ha fatto approvare la tinteggiatura delle scale, presentando fra l'altro un solo preventivo. Il sottoscritto e altri si sono opposti in base all'art. 1121 cc che prevede che per la straordinaria manutenzione siano necessario i 2/3 dei millesimi. Chi ha ragione?

L'articolo 1121 riguarda le innovazioni gravose e voluttuarie, non la manutenzione straordinaria. E comunque la tinteggiatura scale è da sempre considerata manutenzione ordinaria. Quanto all'unico preventivo, l'assemblea è sovrana, se lo ha approvato: i condomini avrebbero dovuto darsi da fare per averne altri o quantomeno pretenderli dall'amministratore stesso.Balconi sporgenti e la divisione delle spese

Ancora una volta viene data nella vostra rubrica la solita «non» risposta al quesito in oggetto: «Se un balcone ne copre un altro al di sotto, l'intonaco sottostante dovrebbe essere a carico del proprietario di quest'ultimo». Affermate che non tutti i giudici sono d'accordo. Premesso che gli intonaci normalmente si deteriorano a causa della insufficiente impermeabilizzazione del pavimento sovrastante, desidererei che venissero chiarite in modo definitivo e se davvero il proprietario di un piano paga per l'intonaco del balcone del piano superiore. Anche perché, così, il proprietario del primo piano deve sostenere da solo la sua spesa.

Concordiamo con il lettore: purtroppo però la Cassazione cambia spesso idea. E, in effetti, l'ultimo orientamento sembrerebbe attribuire le spese per i balconi sporgenti solo al proprietario del balcone stesso, con una virata a 180 gradi rispetto al passato. Ci pare in effetti la soluzione più ragionevole.

LA STAMPA Torino e Prov.

Pag. 61

Specchio dei tempi

Piazza Vittorio, 1 Chinotto da 7 euro

Una lettrice scrive:

«Vi sembra possibile pagare 7 euro un chinotto, seduti al tavolino di un caffè che si affaccia su piazza Vittorio? «Erano le cinque di un pomeriggio di settembre e, forse, all'interno del locale erano già esposti piattini di stuzzichini. Il chinotto sarà stato considerato un aperitivo? Forse. Allora, quando ci si accomoda ad un tavolino occorre precisare: "Guardi che ho sete e voglio soltanto bere una bibita"? «E pensate anche che, per quel prezzo "da nababbi", sia professionale vedersi porgere un bicchiere, colmo fino all'orlo, da un cameriere che lo regge sul bordo, dove voi appoggerete le labbra?! «E il tavolino? Vogliamo parlarne? Tovaglia sporca di consumazioni precedenti; o meglio, così si spera, perché in piazza volano i piccioni... Mi chiedo se lo stesso trattamento è riservato anche ai turisti che finalmente affollano la nostra bella città».

Perché Trenitalia non ama i cani?

Una lettrice scrive:

«Evviva Trenitalia! Oltre a tutti i disagi che ci offre quotidianamente ora aggiunge il divieto di viaggiare agli animali. Sono ammessi solo sotto i 6 kg di peso: sicuramente hanno avuto un vertice con pulci e zecche che hanno affermato di "viaggiare" solo su animali con peso superiore ai 6 kg. «Vorrei inoltre, far notare che mentre oggi giorno cani sono sempre puliti, vaccinati e profumati, non sempre si può dire ciò di persone e bagagli che viaggiano sui treni, magari senza biglietto. E tali passeggeri oltre a pidocchi e puzza magari lasciano rifiuti e siringhe. Poi agli animali richiedono il foglio del veterinario. Anche il mio cane può ammalarsi vicino a una persona a rischio quindi richiediamo anche per le persone il foglio medico di buona salute...».

city

Pag. 20

Il segreto dei torinesi? Il cinema anti-stress

BOOM DI SPETTATORI Il "Tavolo sulle dinamiche dei prezzi" indica un aumento generalizzato del costo della vita. Ma a un bel film non si rinuncia.

(Dan. Va.)

I torinesi, finché possono, preferiscono non rinunciare alla cultura. È quanto emerge dalla relazione annuale dell’Osservatorio culturale del Piemonte che parla di dati "incoraggianti". Anche se i cittadini fanno sempre più fatica a far fronte alle numerose spese.

Allarme prezzi

In un anno in città sono aumentati dell’8,63% i prezzi per i combustibili, dell’8,13% quelli per il trasporto. Schizzati alle stelle anche i prezzi dei generi alimentari di prima necessità (+ 5,75%). Tra gli altri settori particolarmente "esosi", le spese per la casa, l’acqua e l’energia elettrica. L’allarme è stato lanciato dal Tavolo sulle dinamiche dei prezzi in Piemonte".

Meglio dell’anno olimpico

Nei 111 musei e beni culturali monitorati in Piemonte nel 2007 sono stati rilevati più di 4milioni di ingressi. Solo in città sono stati venduti oltre tre milioni di biglietti, con un aumento della domanda del 9% rispetto all’anno olimpico e del 30% rispetto al 2005.

Aumentano i cinefili

Dati positivi anche per quanto riguarda il cinema. Per quanto riguarda il grande schermo, il 2007 ha registrato un aumento di circa 11% rispetto all’anno precedente, nei 244 schermi monitorati. In Piemonte sono stati venduti nel 2007, quasi 9milioni di biglietti per un totale di 45 milioni di euro di incassi.

Meno risorse alla cultura

Non tutto però è così positivo. I fondi dedicati alla cultura sono in netta diminuzione. Le risorse finanziarie complessive, sia pubbliche sia private, distribuite in Piemonte per la cultura nel 2006 e monitorate dall’Osservatorio culturale del Piemonte sono stimabili in circa 363 milioni di euro, circa il 9% in meno rispetto al 2005. Le risorse pubbliche hanno raggiunto i 279 milioni di euro,il12% in meno rispetto al 2005.

city

Pag. 20

Trovata melamina nel cibo di cani e gatti

Tracce di melamina sono tate trovate in alcune delle 45 scatolette prelevate nei iorni corsi dagli scaffali di vari negozi piemontesi. Si tratta di scatole contenenti cibo per cani e gatti. A rilevare la melamina è stato l’istituto zoo profilattico sperimentale del Piemonte. Il procuratore vicario Raffaele Guariniello ha subito aperto un fascicolo d’inchiesta.

Help Consumatori.it

Dal 1 ottobre stop ai servizi a sovrapprezzo

Agcom: scatta mercoledì il blocco automatico delle telefonate ai numeri a sovrapprezzo e spesso a rischio truffa. Partirà il primo ottobre il blocco automatico delle telefonate ai numeri a sovrapprezzo, tutti quelli (come 144 e affini) particolarmente costosi e critici per le ripercussioni che possono avere sulle bollette. È quanto stabilisce l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Come deciso lo scorso giugno, dal primo ottobre scatterà dunque sulle linee di telefonia fissa il blocco permanente e gratuito delle telefonate verso i numeri a sovrapprezzo: il provvedimento intende ridurre il rischio di ricevere bollette gonfiate e bollette con addebiti per telefonate mai effettuate o servizi non richiesti. Chi vorrà disporre del servizio a sovrapprezzo dovrà dunque chiedere esplicitamente al gestore telefonico l'attivazione e dunque la rimozione del blocco o la sostituzione di uno a Pin. Già lo scorso giugno l'Agcom aveva inoltre deciso una capillare campagna di informazione destinata ai consumatori attraverso spot, annunci sulla stampa e sul web e informazioni in bolletta.

Help Consumatori.it

Latte contaminato, OMS e FAO lanciano appello per aumentare la vigilanza

OMS e FAO hanno lanciato un appello perché i Paesi mantengano alta la guardia per evitare la diffusione di latte e prodotti lattiero-caseari contaminati dalla melamina. E hanno esortato i paesi coinvolti ad assicurare un'alimentazione sicura per ai lattanti e ad aumentare la vigilanza. Così l'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura sono intervenute nei giorni scorsi sul latte cinese contaminato dalla melamina. Per le due agenzie è fondamentale ristabilire la fiducia dei consumatori. "I prodotti contaminati da melamina devono essere immediatamente ritirati dalla catena alimentare per evitare ulteriore esposizione e deve essere assicurato l'approvvigionamento sicuro di prodotti lattiero-caseari": è quanto ha dichiarato il Dott. Ezzedine Boutrif, Direttore della Divisione Nutrizione e Difesa del Consumatore della FAO. Oltre a un'alimentazione più sicura le due agenzie chiedono maggiore vigilanza sui mercati "dal momento che nelle due ultime settimane in molti paesi sono stati segnalati casi di prodotti importati contaminati da melamina". Prodotti contaminati potrebbero arrivare sui mercati di altri paesi attraverso scambi formali o informali: bisogna dunque avere tutte le informazioni sull'origine del prodotto ed effettuare test clinici per verificare eventuali contaminazioni. E se un prodotto è contaminato da melamina deve essere ritirato dal mercato. "È fondamentale - ha aggiunto il Dott. Boutrif - che il settore industriale investa nella sicurezza degli alimenti ed adotti una cultura di sicurezza igienico-sanitaria che copra la catena alimentare dalla materia prima sino al prodotto finale". Ha commentato Jørgen Schlundt, Direttore del Dipartimento per la Sicurezza Sanitaria degli Alimenti dell'OMS: "C'è la necessità per i paesi di investire maggiormente nel rafforzamento dei propri sistemi nazionali di controllo degli alimenti e di sorveglianza delle malattie di origine alimentare per minimizzare il rischio di pericolose situazioni come quella attuale".