Inflazione in frenata. I rincari non danno ancora tregua

Dopo i preoccupanti dati di agosto che hanno registrato un’impennata, specialmente nel settore alimentare (+1,2% pane, +2,5% pasta, +7,4% frutta, +2,4% ortaggi); finalmente uno stop.

L’inflazione a settembre ha segnato un calo dello 0,3% su agosto e si fissa, su base annua, al 3,8% contro il precedente 4,1%. Siamo sempre sopra la media Ue ma l’annuncio dell’Istat è comunque di rilevo, visto che da ben sette mesi non si registrava un rallentamento del costo della vita e per vederlo in discesa bisogna risalire all’ottobre 2006.“Questi sviluppi positivi vanno attribuiti anche al rinnovato impegno di questo Governo nel monitorare i mercati e dialogare con produttori e distributori per porre un freno ai rincari” sostiene Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico. Diversa la lettura delle cifre fatta da Confesercenti, preoccupata dalla caduta dei consumi: “Con il dato sull’inflazione l’Istat segnala anche crescenti difficoltà per l’economia e le famiglie. Se continua così il vero rischio sarà la deflazione e la crescita della disoccupazione”. Preso atto di tutte le considerazioni, rimane il dato realistico dell’effettiva difficoltà della famiglie italiane a sostenere i continui rincari.Riportiamo qui di seguito le considerazioni del Garante a seguito del tavolo di confronto su semola, farina, pane e pasta presso il Ministero dello sviluppo economico: “l’attuale livello dei prezzi al consumo di pane e pasta e derivati non trova più giustificazione nell’andamento del mercato delle materia prime che, da tre mesi, ha iniziato una fase di discesa. Altrettanto ingiustificate risultano le notizie sulla riduzione delle scorte di grano: i primi dati sulle raccolte evidenziano, al contrario, un rilevante aumento delle produzioni”. E’ stato chiesto a tutte le categorie dell’industria di trasformazione e riduzione di fare il loro compito per favorire questo rientro. Da settembre sarà attivato un piano di controlli per verificare che l’andamento dei prezzi nei passaggi di filiera siano coerenti con l’andamento del mercato internazionale delle materie prime. (Fonte: Ministero per lo sviluppo economico - Lettera di Antonio Lirosi alle CCIAA e UNIONCAMERE.