17 novembre 2008

Rassegna stampa

Lunedì 17 novembre 2008

Indice

Quotidiani

La Repubblica – "Ecco i voli cancellati in settimana. Roma – Milano, annullato uno su tre" – di Lucio Cillis – pag. 4

La Repubblica – "Conto alla rovescia per il lancio dei Tremonti-bond" – di Giovanni Pons – pag. 19

La Stampa – "Il piano anti-crisi del governo" – di A. L. M. – pag. 1-6

La Stampa – "Italiani malati di antibiotici" – di Elena Lisa – pag. 16

La Stampa – "L’ Opec: il 29 non taglieremo la produzione" – pag. 25

La Stampa – "Il conto rende se è virtuale" – di Gianluigi De Marchi – pag. 27

La Stampa – "La giungla delle polizze Rc Auto" – di Giuseppe Alberti – pag. 27

La Stampa – "La posta di Maggi" – a cura di Glauco Maggi – pag. 29

Free Press

City – "Pochi soldi? Boom di clienti nei mercati rionali – pag. 3

 

La Repubblica

Pag. 4

Ecco i voli cancellati in settimana. Roma – Milano, annullato uno su tre

(Lucio Cillis)

ROMA - Un volo su tre cancellato tra Roma e Milano e disagi in aumento su tutta la rete. Da oggi Alitalia mette mano ad una stretta di emergenza che costringerà i passeggeri a ulteriori sacrifici dopo una settimana di caos e polemiche che non accennano a diminuire. Allo scontro con piloti e hostess, si sommano quindi tutti i nuovi voli cancellati volontariamente dalla stessa compagnia di bandiera. Le cause di questa ulteriore cura dimagrante per l´operativo della compagnia, secondo la Magliana, vanno ricercate nel «persistere del comportamento anomalo nelle procedure operative nonché del consistente aumento delle assenze per malattia, di una parte del personale di volo». Ma, a quanto risulta a Repubblica, accanto alla protesta del personale navigante, che applica alla lettera le normative, vanno registrate anche delle difficoltà nel monitorare gli aeromobili più anziani della flotta. È il caso degli Md80 impiegati sulla trafficatissima tratta Roma-Milano. Sono aerei sicuri ma che richiedono un maggior numero di interventi di manutenzione rispetto agli altri velivoli più moderni. Da qui la scelta di alleggerire ulteriormente la flotta in vista del passaggio verso Cai e la fusione con Air One. I tagli sull´operativo riguardano soprattutto i collegamenti tra Roma Fiumicino e Milano Linate e una parte di quelli tra la Capitale e Torino. Sulla tratta Roma-Milano, secondo quanto comunica il call center di Alitalia, verranno cancellati 12 voli al giorno oggi e altrettanti domani. La compagnia, da parte sua, non comunica ufficialmente i tagli effettuati venendo meno al regolamento europeo numero 261 del 2004 che tutela i diritti dei passeggeri. La lista ottenuta da Repubblica è frutto dunque di una ricerca effettuata tramite il call center (06-2222) che supplisce alla carenza di informazioni. Di certo si sa solamente che i voli cancellati ieri da Alitalia sono stati circa 60. Le sigle autonome, da parte loro, sottolineano l´anomalia del taglio programmato ai voli da parte di Alitalia e confermano le difficoltà del gruppo: «L´annuncio di Alitalia - dicono - non va assolutamente addebitato a problematiche operative causate dal personale navigante». Le cancellazioni, per le associazioni professionali in trincea «sono per lo più causate da ragioni tecniche derivanti dalla mancanza di pezzi di ricambio e dal mancato o ritardato caricamento degli aeromobili da parte della società di handling Alitalia Airport che fornisce ad Alitalia organici insufficienti che non effettuano ore di straordinario». Alitalia dunque, «in modo assolutamente strumentale, addebita ad agitazioni di piloti ed assistenti di volo queste cancellazioni, pur avendo a disposizione equipaggi completi e disponibili». Nella serata di ieri, tra l´altro, è rientrato nella norma il numero di bagagli "disguidati", cioè rimasti a terra, a causa dell´annullamento di decine di voli. Dagli oltre 300 della mattinata, tutti guardati a vista dalle forze dell´ordine, si è scesi a poche decine in serata. Oggi, infine, è atteso un nuovo round in una delle sedi del ministero del Lavoro sul tema degli ammortizzatori sociali, a 24 ore dall´invio già programmato delle lettere di assunzione diretta al personale. Domani, infatti, partiranno i primi contratti nominativi, forse la prova più dura che attende piloti e hostess del fronte del "no" alle assunzioni con Compagnia aerea italiana.

La Repubblica

Pag. 19

Conto alla rovescia per il lancio dei Tremonti-bond

(Giovanni Pons)

MILANO - Forse è la volta buona. Dopo tanti annunci e dichiarazioni, a volte anche contrastanti, in questa settimana il governo dovrebbe varare un terzo decreto legge nel quale saranno compresi nuovi provvedimenti di finanziamento delle banche. L´obbiettivo, più volte indicato dal ministro dell´Economia Giulio Tremonti, non sarà quello di salvare le banche (per i casi di fallimento provvede già il precedente decreto) ma di permettere agli istituti di stabilizzare la propria raccolta di capitali e quindi di continuare a prestare regolarmente il denaro alle imprese e alle famiglie. Attività, quest´ultima, che recentemente era in qualche modo stata messa in discussione dalla necessità per le banche di tenersi in casa la liquidità a causa dell´elevato costo del mercato interbancario e della difficoltà nel raccogliere denaro dai clienti e dai risparmiatori spaventati dalla grave situazione di incertezza sui mercati. Le ultime indicazioni provenienti dai tecnici di Tremonti, inoltre, sono tali da aver dissipato alcune precedenti diffidenze tra i banchieri. Si parla infatti di prestiti obbligazionari perpetui, subordinati nella distribuzione dei dividendi, convertibili in azioni ordinarie solo a richiesta delle banche. E senza alcun effetto sulla governance. In questi termini l´intervento del governo sarebbe di puro supporto e assolutamente non invasivo ed è per questo motivo che i principali istituti bancari del paese stanno seriamente pensando di cogliere questa opportunità. Intesa Sanpaolo dovrebbe essere l´istituto che emetterà il bond di maggiore entità, tra 3,5 e 4 miliardi di euro, manovra che andrà ad aggiungersi a quelle già annunciate da Corrado Passera nei giorni scorsi. La non distribuzione del dividendo permetterà infatti a Intesa di portare il proprio rapporto Core Tier 1 (che misura il livello di patrimonializzazione) dal 5,7% al 6,2%. Livello che potrebbe crescere ulteriormente fino a raggiungere il 7,5-8% con l´applicazione completa dei parametri di Basilea 2 e con la realizzazione del piano di dismissioni già annunciato da Passera nei mesi scorsi. Lo stesso discorso vale per Unicredit con la differenza che la banca guidata da Alessandro Profumo ha già approvato la distribuzione del dividendo in azioni e un aumento di capitale da 3 miliardi. Due misure che hanno portato il Core Tier 1 al 6,7%, livello giudicato sufficiente dal management ma che potrebbe salire ulteriormente grazie all´emissione di un bond da 3 miliardi sottoscritto dal Tesoro. Ma sarà soprattutto il Monte dei Paschi ad avvantaggiarsi dell´iniziativa di Tremonti in quanto con l´acquisizione di Antonveneta il Core Tier 1 senese si è fermato al 5,5%, un livello considerato troppo basso dai mercati di questi tempi. Ubi Banca e Mediobanca, invece, assai ben patrimonializzate, potrebbero comunque attingere al Tremonti-bond per mantenere quella "distanza di sicurezza" rispetto agli altri istituti di credito che fin qui ha permesso loro di restare ai margini della bufera. L´unico elemento ancora non chiaro, infine, riguarda la volontà del ministro di legare in qualche modo l´emissione dei bond a misure di garanzia sotto il profilo dell´erogazione dei crediti. Poiché si tratta dell´aspetto più importante per un´economia che si avvia ad attraversare un periodo di recessione, c´è da aspettarsi un sussulto di creatività sotto questo aspetto.

LA STAMPA

Pag. 1-6

Il piano anti – crisi del governo

(A. L. M.)

Il governo italiano prepara il suo piano anti-crisi. Tra i primi provvedimenti ci sarebbe il taglio degli acconti fiscali per i redditi bassi e le imprese. Confermato l’annunciato rinvio della detassazione delle tredicesime. Intanto Obama assicura che gli Usa sono pronti a fare la loro parte. La sua ricetta prevede aiuti a chi rischia la casa e il salvataggio delle case automobilistiche.

Acconto Irpef il governo studia i tagli

ROMA - I sondaggi sul governo e sul premier continuano ad avere percentuali «imbarazzanti», ma Berlusconi è ben cosciente che potrebbero calare a causa della crisi economica. Tuttavia il Cavaliere non ha intenzione di cambiare linea: vuole andare avanti con le riforme programmate. «Anche perché - confida ai suoi, dopo il suo rientro dal G20 di New York - non è possibile dialogare con questa sinistra che ha diverse linee al suo interno ed è condizionata in maniera pesante da Di Pietro. Vedi il caso Rai». Berlusconi è tornato in Italia con il coltello tra i denti e il suo primo bersaglio è l’opposizione, che ha governato in maniera «inconcludente e dannosa per il Paese». Una sinistra che pensa di essere sempre in campagna elettorale e che fa «dell’insulto la sua pratica quotidiana». Ieri mattina, dal convegno dei Popolari di Giovanardi dove era atteso, un’agenzia aveva diffuso la voce di un suo malore in aereo. «Non mi spiego come sia nata la voce. Sarei dovuto andare a Montecatini (alla riunione dei Circoli di Marcello dell’Utri, ndr) e a Verona, ma c’è stato un ritardo di due ore nel programma e non ce l’ho fatta. Avrei creato scontentezze scegliendo l’uno o l’altro, così non sono andato. Ma io sto benissimo. Ho la gagliardia di un ventenne». Chiuso questo capitolo, nel collegamento telefonico con il convegno di Giovanardi, il Cavaliere si è soffermato sul pacchetto di misure anticrisi (gli 80 miliardi di aiuti per le famiglie e le imprese italiane), senza però entrare nei dettagli. Secondo alcune anticipazioni, nel pacchetto anticrisi non dovrebbe essere detassate le tredicesime. Costa troppo. E’ invece possibile una riduzione degli acconti fiscali di fine anno, per i quali a novembre i lavoratori devono versare il 97% dell’Irpef e le imprese il 100% di Ires. L’ipotesi più probabile è che questa misura sia limitata ai redditi più bassi. Molto dipende dalle risorse disponibile del Tesoro. Le riduzioni degli acconti fiscali potrebbero variare tra i 3 e i 4 punti percentuali: se fossero spalmate su tutti i contribuenti, il costo sarebbe di oltre 2 miliardi. In ogni caso, l’obiettivo è quello di immettere liquidità nelle tasche degli italiani e nelle casse delle imprese. Con la speranza che questa iniezione di denaro si possa trasformare in maggiori consumi, soprattutto nel periodo delle feste natalizie. Entro la fine del mese, assicura il ministro Brunetta, verrà approvato il decreto per contrastare questa profonda emergenza economica, ma «i fondi saranno compattati a pochi grandi interventi e non impiegati in mille rivoli». E’ la filosofia del G20 che il governo vuole mettere in atto. Ma il leader della Cgil Guglielmo Epifani è scettico. Ricorda che la maggior parte degli 80 miliardi era già stata stanziata tra fondi europei e risorse per le infrastrutture: ciò che il governo vuole tirare fuori dalle sue casse è «pochissimo, è del tutto insufficiente». Secondo Epifani, Berlusconi e Tremonti hanno «paura di un confronto trasparente», non vogliono confrontarsi alla luce del sole, preferiscono gli «incontri segreti» con Cisl, Uil e Confindustria. La cosa che più gli ha dato fastidio è stata la presenza di Emma Marcegaglia all’incontro segreto: «Posso immaginare che se riceve un invito faccia fatica a dire di no. Ma almeno in quella sede credo che debba dire: guarda ma manca il più grande sindacato del Paese. Io non mi sarei seduto senza avere Confindustria mentre erano presenti altri datori di lavoro». Si apra invece a Palazzo Chigi «un confronto vero, magari anche la settimana prossima», ha aggiunto il segretario della Cgil. Che conferma lo sciopero del 12 dicembre e ricorda di avere mandato un pacchetto di proposte senza avere avuto una risposta». La risposta del governo, ha spiegato il ministro Calderoli, sarà l’intervento annunciato da Tremonti e Berlusconi. «Tutto quello che i governi di centrosinistra o di centrodestra non erano stati in grado di realizzare o non lo hanno voluto fare, questa volta lo si farà. Verranno ancora più messi all’angolo quelli che, con i loro scioperi, vogliono buttarla in politica, o peggio in vacca, con il "tanto peggio tanto meglio"».\

LA STAMPA

Pag. 16

Italiani malati di antibiotici

(Elena Lisa)

MILANO - Pillole per il mal di testa, aspirine, blandi sedativi e, adesso, gli antibiotici. L’abuso di medicine ha raggiunto livelli altissimi: in Italia un milione e mezzo di persone prende ogni giorno un antibiotico, ma solo una su due sa realmente che cosa sia e cosa curi, e quattro su dieci li assumono senza prescrizione medica. Il super consumo ha due cause, dicono i medici: il timore delle malattie e il desiderio di guarire sempre più in fretta, perché non abbiamo più il tempo di lasciare che la malattia segua il normale decorso. E le conseguenze sono devastanti: stanno nascendo ceppi di batteri così forti da rendere inefficaci gli stessi farmaci e molte infezioni non si possono più curare. L’allarmante quadro è tracciato dall'Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, che ha pubblicato una relazione sull'uso dei farmaci contro microbi e batteri per una campagna d'informazione. Ma l'antibioticoresistenza ha proporzioni così ampie da aver richiesto l'intervento delle più importanti istituzioni internazionali tra cui l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e il Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc). Il risultato è stato quello di indire per domani la giornata europea per l'uso corretto degli antibiotici. Spiega Guido Rasi, direttore generale dell’Aifa: «Il consumo eccessivo di antibiotici ci sta riportando all'impossibilità di curare alcune malattie come prima che questi farmaci venissero scoperti e un numero crescente di batteri è diventato resistente alle terapie per la cura di ceppi. Ad esempio il micobatterio della tubercolosi, che è in grado di sopravvivere a tutti gli oltre cento antibiotici disponibili». La situazione, che non va sottovalutata nemmeno per il Consiglio superiore di sanità, è paradossale. Gli errori che commettiamo sono proprio quelli che i medici considerano più gravi. Se gli specialisti, infatti, sottolineano l'importanza di rispettare le prescrizioni e le modalità di assunzione indicate, cioè non interrompere né cambiare la cura autonomamente e non prendere mai antibiotici per curare il raffreddore o l'influenza, in cima alla lista di un sondaggio condotto dall'Aifa sui comportamenti più frequenti scopriamo che il 29% del campione consultato prende antibiotici per curare l'influenza, il 14% per guarire dai raffreddori e il 40% non ha portato a termine la cura. «Lanciamo l'allarme da anni - dice Walter Marrocco, medico di base e membro della commissione tecnico scientifica dell'Aifa - e ci rivolgiamo a tutti. Ai genitori che pensano che imbottire i figli di antibiotici sia garanzia di buona salute, ai figli che fanno lo stesso con genitori anziani e a coloro che buttano giù compresse come fossero caramelle». Regola principale e tassativa per l'uso di antibiotici è quella della prescrizione: «E’ fondamentale che sia stato il medico a consigliarli per controllare possibili rischi di allergie». Pruriti, orticarie fino a gli edemi sono le reazioni avverse più diffuse, ma per fortuna non frequenti. Gli antibiotico sono banditi per coloro che soffrono di disturbi renali, epatici e per chi sta assumendo farmaci di altro genere. «Le vie di eliminazione degli antibiotici - spiega ancora Marrocco - sono fegato e reni. Se le funzionalità di questi organi sono già deboli meglio evitare o comunque rivolgersi al proprio medico». Negli ultimi sette anni sono state segnalate 6411 sospette reazioni avverse agli antibiotici. Nel 55% dei casi riguardavano gli adulti, nel 32% gli anziani, nel 9% bambini e nel 4% adolescenti tra i 12 e i 17 anni. L’Italia è al quarto posto in Europa per consumo di antibiotici dopo Francia, Grecia e Cipro. Un abuso in costante aumento: se dal 2000 al 2007 i consumi sono cresciuti in media del 18%, per alcuni prodotti le prescrizioni sono aumentate del 400%. Sotto particolare osservazione dell’Aifa sono proprio le ricette dei medici, che spesso accusano i pazienti di «costringerli» a prescrivere farmaci: «Fra le cause più frequenti - dice Rasi - le infezioni delle vie respiratorie (60%), del sistema urinario (9%), dell’orecchio (6%), del cavo orale (6%). Il maggior numero di prescrizioni riguardano bronchite, faringite, tonsillite e influenza nonostante nella maggior parte di queste malattie, a prevalente causa virale, l’uso degli antibiotici non sia raccomandato».La Procura della Repubblica di Brindisi ha avviato un’indagine per accertare le cause della morte di una donna di 77 anni, Santa De Laurentis Specchia, preside in pensione di una scuola media di Ostuni (Brindisi), deceduta per una sospetta embolia insorta dopo un intervento chirurgico al femore. La morte risale al 14 novembre. La vittima - riporta l’edizione di Brindisi del «Nuovo quotidiano di Puglia» - era stata operata nell’ospedale di Ostuni il 12 novembre e, due giorni dopo, era stata trasferita nel nosocomio di Francavilla Fontana (Taranto) per ulteriori accertamenti. Proprio nell’ospedale del tarantino la donna è morta la sera stessa del ricovero. Il pm ha disposto l’autopsia dopo aver ricevuto la denuncia dei familiari della vittima.

LA STAMPA

Pag. 25

L’Opec: il 29 non taglieremo la produzione

Nel vertice dell’Organizzazione dei Paesi produttori di petrolio del 29 novembre non verranno prese decisioni sulla produzione. L’ha fatto capire ieri il ministro dell’Energia dell’Algeria Chakib Khelil, presidente di turno dell’Opec. I produttori hanno deciso a Vienna in ottobre di ridurre l’estrazione di greggio di un milione e mezzo di barili al giorno a partire dal primo novembre per contenere la caduta dei prezzi, ma la mossa non è servita. L’Opec, ha spiegato il ministro, punta a un prezzo che oscilli tra i 70 e 90 dollari al barile, «poiché questo è il prezzo del costo marginale di sviluppo dei nuovi giacimenti, in particolare di quelli situati in acque profondo». Invece il barile è ora a 57 dollari.

LA STAMPA

Pag. 27

Il conto rende se è virtuale

(Gianluigi De Marchi)

Borsa allo sbando, mercati finanziari in tensione, investimenti volatilizzati: gli ultimi avvenimenti spingono i risparmiatori italiani verso lidi sicuri, in attesa di tempi migliori. Si è così tornati in massa verso la liquidità. Formule redditizie sono quelle disponibili su Internet, presso le cosiddette banche virtuali. Ing offre il Conto Arancio. Attualmente il tasso base è del 3% per depositi a vista. Con vincoli di 6 mesi si può ottenere, a seconda dell'importo versato, dal 4,20% al 4,70%, e per vincoli a 12 mesi, dal 4,40% al 5% (interessi calcolati giornalmente ed accreditati a fine anno). Tutti gli interessi scontano la trattenuta del 27%. E' in corso una campagna promozionale che assicura un tasso del 4,75% per 12 mesi ai nuovi clienti. Il rendimento successivo è fissato dalla banca. Iw bank offre Iw Power Deposito, che rende il 4,25% lordo, con accredito mensile degli interessi (netto 3,15% con l'aliquota del 27%). Spingendosi su investimenti a 10 anni (ma liquidabili a vista) in obbligazioni della banca indicizzati al tasso BCE si può avere attualmente il 4,25% lordo (3,72% netto, con la trattenuta del 12,50%). Santander offre Santander Time Deposit con un tasso del 5,40% lordo (poco meno del 4% netto) vincolando i capitali per 12 mesi. Fineco dispone di Fineco SuperSave, un servizio che consente l'acquisto di Pronti contro Termine online (sia in euro che in dollari, caso unico nel panorama italiano), remunerato al 4,10% lordo (3,6% netto); per importi superiori a 150.000 euro l'interesse sale al 4,4% lordo (3,85% netto). Nella versione in dollari, rendimenti sono dell'1,58% netto (fino a 150.000 dollari) e dell'1,75% netto (oltre 150.000 dollari). We@bank ha lanciato MyProfit, con un tasso che può toccare il 3,5% netto. Il conto base (denominato Conto@me) rende attualmente il 4,15% lordo, indicizzato sul tasso Bce. Banca Sella ha lanciato l'offerta di ContoTrader riservata a chi effettua almeno 150 operazioni al trimestre. Potrà ottenere, sul saldo del conto, il 4% lordo a partire dal 5 settembre. Il risparmiatore puro dovrà invece vincolare il capitale per almeno un anno se vuole ottenere il 4,5% lordo (3,28% netto). Banca Ifis ha lanciato Rendimax, un conto deposito che rende il 4,75% lordo (3,53% al netto dell'imposta del 27%). Il tasso resterà in variato fino ad eventuali modifiche del tasso ufficiale della banca centrale europea. Il deposito è prelevabile in ogni momento; gli interessi vengono calcolati giornalmente ed accreditati ogni trimestre. Il cliente non paga l'imposta di bollo, che è a carico della banca. CheBanca! si è fatta notare per la formula innovativa del pagamento anticipato degli interessi per chi accetta un vincolo almeno trimestrale: a 3 mesi si può ottenere il 4,3% (pari al 3,14% netto), per salire, con vincolo di 123 mesi, al 4,70% lordo (3,43% netto). Sul conto disponibile a vista ci si deve accontentare di un 4% lordo (2,9% netto). Barclays offre un tasso del 5% netto sotto forma di pronti contro termine, con l'ausilio anche di una massiccia campagna pubblicitaria che sottolinea l'importanza, per il risparmiatore, del rendimento netto e non lordo. Però il tasso è garantito solo con un vincolo di 12 mesi e sottoscrivendo anche altri prodotti (conto corrente e conto titoli).

LA STAMPA

Pag. 27

La giungla delle polizze Rc Auto

(Giuseppe Alberti)

La caccia alle polizze auto da parte delle compagnie avviene anche attraverso vistose campagne pubblicitarie tramite televisione, radio, e-mail, sportelli bancari e carta stampata. Quindi l’automobilista si trova nella possibilità di optare per la formula assicurativa più conveniente. Gli slogan non variano molto: sconti del 30, 40 o del 50 per cento e quasi mai si riferisce su quale base scattino questi sconti. E pensare che sino a qualche anno fa, il ramo Rc era quasi snobbato da non poche imprese. Nel campo della Rc si sta riscontrando la diminuzione della sinistrosità e, quindi, c’è un migliore rapporto fra premi incassati e sinistri liquidati. Inoltre, con la ridotta presenza di agenti e sub agenti, la situazione viene a incidere positivamente sui bilanci dei costi di gestione. Che dire, poi, quando alla vendita di contratti assicurativi provvede la banca presso cui operiamo? Anche in questo caso, nulla grava ai fini provvigionali, e ciò può far scattare riduzioni tariffarie. Ma stando ad un’indagine campione, la maggioranza degli assicurati si appoggia ancora al tal agente, che, magari da molti anni, gli amministra le polizze. In parole povere, il mercato assicurativo italiano si sta trasformando molto lentamente: con il solito inconveniente che si pubblicizzano le riduzioni tariffarie, ma non le regole contrattuali di prestazioni varie e della non operatività per la tal garanzia. Ad esempio, è prevista la formula standard della «rinuncia alla rivalsa» quando, per ipotesi, il conducente che ha cagionato il sinistro si trovava sotto gli effetti dell’alcol? Oppure, quali regole valgono se nella polizza è contemplata la guida esclusiva della tal persona ma il sinistro è cagionato da altro conducente? Queste e molte altre regole non si recepiscono nei vari messaggi. Come detto, è vero che taluni tipi di polizza contemplano tariffe superscontate, ma è anche vero che andrebbero pure illustrate le varie limitazioni ed esclusioni di valide coperture: infatti, è cosa da rabbrividire quando, appunto, veniamo messi a conoscenza che la tal garanzia non rientra nelle prestazioni di contratto.

LA STAMPA

Pag. 29

La posta di Maggi

(a cura di Glauco Maggi)

L’amministratore è deceduto

E' morto l'amministratore in carica poco prima della convocazione dell'assemblea condominiale. Qual è la prassi da seguire e quali le maggioranze necessarie?

L'articolo 63 del codice di procedura civile recita: "In mancanza dell'amministratore, l'assemblea tanto ordinaria quanto straordinaria può essere convocata a iniziativa di ciascun condomino. L'avviso di convocazione deve essere comunicato ai condomini almeno cinque giorni prima della data fissata per l'adunanza". Comunque l'assemblea già convocata si può tenere, perché la presenza dell'amministratore, pur utilissima, non è mai necessaria. La nomina del nuovo amministratore deve essere fatta con le maggioranze previste (quella dei presenti in assemblea e dei millesimi). Se non si riesce ad ottenerla, ciascun condomino può richiedere al tribunale che sia fatta d'ufficio.

Fatturazione e teleriscaldamento

Con il teleriscaldamento e relativa fatturazione ai singoli condomini l'amministratore può richiedere una percentuale sull'ammontare della spesa?

No, a meno che esistano precisi patti a proposito in un incarico scritto o a meno che in sede di approvazione del rendiconto condominiale tale percentuale gli venga riconosciuta. Ma non vediamo il perché.

Tre scale un portone

Il condominio nel quale vivo è composto da tre scale. Nel caso una scala voglia rifare il portone d'ingresso, la spesa relativa è da imputare a tutto il condominio?

Se il portone serve tutte le tre scale, la decisione deve essere presa da tutto il condominio con le maggioranze previste per legge (a seconda del tipo di lavoro, in seconda convocazione la maggioranza dei presenti che possieda almeno un terzo dei millesimi o per le riparazione straordinarie almeno 500 millesimi). Pagano dunque tutti, in proporzione ai millesimi che si possiedono. Se una scala vuole sopportare da sola la spesa senza che ci sia l’assenso assembleare, ci si può rifare in questo caso all'articolo 1102 del codice civile. Con una sola clausola: purché non venga messo in pericolo il decoro del fabbricato.

A chi tocca la spesa per riparare i tetti dei box?

Vogliamo sostituire lastre in cemento-amianto che coprono i box. Il regolamento di condominio recita: «Costituiscono proprietà comune… i tetti… e le opere in genere indispensabili alla conservazione e all'uso comune ai sensi delle norme di legge sul condominio e che comunque, per legge, uso e destinazione sono da ritenersi comuni». Pagano solo i proprietari dei box?

La clausola del regolamento ci pare «di rito», nonostante il richiamo generico ai tetti. Nella nostra interpretazione, ci sembra che ci si voglia richiamare alle parti comuni senza le quali il condominio non potrebbe esistere, quali tetti dello stabile, muri portanti, androne, scale eccetera. In assenza di ulteriori specifiche, ci sembra applicabile il secondo comma dell'articolo 1123 del codice civile («Se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione dell'uso che ciascuno può farne»). Pertanto le spese delle coperture dei box andrebbero ripartite solo tra i proprietari degli stessi.

city

Pag. 3

Pochi soldi? Boom di clienti nei mercati rionali

ROMA – In tempi di crisi gli Italiani tornano nei mercati rionali. Sono 25,5 milioni, nel 2008, le persone che fanno almeno un acquisto a settimana sui banchi degli ambulanti, in crescita del 2,6% rispetto al 2006. I dati emergono da un’indagine della Fiva Confcommercio. Il consumatore tipo del mercato è donna (78%), di età compresa fra i 31 e i 50 anni, casalinga ma anche impiegata, con un carico familiare di 34 persone. Il 38% di coloro che vanno al mercato lo fa per motivi economiche, il 42% per l’assortimento dell’offerta, il 28% per socializzare.