20 novembre 2008

Rassegna stampa

Giovedì 20 novembre 2008

Indice

Quotidiani

La Repubblica – "Consumi sotto zero per tre anni" – di Roberto Petrini – pag. 24

La Repubblica – "Crollo per alimentari e abbigliamento, la casa brucia il 40% del reddito" – di Luca Iezzi – pag. 24

La Stampa – "L’autovelox canaglia manda in tilt il Belgio" – di Marco Zatterin – pag. 15

La Stampa – "Oggi la maratona Ue sugli aumenti" – pag. 32

La Stampa – "Nuove norme per la qualità nazionale" – pag. 32

Free Press

City – "Debiti troppo alti per 330 mila famiglie " – pag. 4

City – "Le tredicesime? Bruciate dalle bollette " – pag. 4

City – "Caro rifiuti 195 euro annui " – pag. 4

City – "A rischio le ferrovie regionali " – pag. 8

City – "Risparmiare informandosi " – a cura di Umberto Filotto – pag. 14

 

La Repubblica

Pag. 24

Consumi sotto zero per tre anni

(Roberto Petrini)

ROMA - Consumi in caduta libera: la Confcommercio lancia l´allarme di Natale e prevede una riduzione di mezzo punto all´anno nel prossimo triennio della spesa delle famiglie. Una situazione drammatica che fa chiedere al presidente dell´organizzazione dei commercianti Sangalli la detassazione delle tredicesime e l´alleggerimento degli studi di settore. Con un atteggiamento inedito la Confindustria, oltre a chiedere misure per le imprese, stavolta è assai preoccupata della domanda interna, reclama misure di «supporto ai redditi più bassi» e giudica «insufficiente» il piano in allestimento da parte del governo. I sindacati, come ha fatto ieri il leader della Cgil Epifani, pretendono una terapia d´urto per salvaguardare il potere d´acquisto di lavoratori e pensionati. Scende in campo anche il leader del Pd Veltroni: propone a Berlusconi un patto dei produttori e avanza la richiesta di una immediata convocazione di un tavolo con tutte le categorie a Palazzo Chigi. E il governo? Ieri il premier ha riunito i maggiori ministri in vista del varo del pacchetto anti-crisi di mercoledì prossimo. Svanito l´annuncio degli 80 miliardi (molti dei quali già stanziati come quelli europei e come i 16 miliardi per le opere pubbliche sbloccati attingendo ai fondi del Fas), quasi risolta la questione-banche, resta il nodo delle risorse e delle coperture per il pacchetto di novembre. La cifra individuata è di 2-4 miliardi, di cui la metà alle famiglie e l´altra alle imprese: ma è il nodo della tredicesima a dividere l´esecutivo. Da una parte Berlusconi sarebbe tentato da misure visibili e semplici: un taglio delle tasse sulla tredicesima costerebbe troppo, ma per un bonus che implichi una parziale detassazione basterebbero 1-2 miliardi, e ieri Confcommercio ha chiesto ufficialmente tredicesime più ricche e una revisione degli studi di settore. Il ministro dell´Economia Tremonti sembra invece arroccato sulla linea del rigore: per il Tesoro, anche senza nuove spese e solo per l´andamento del ciclo, nel 2009 saremmo già a ridosso del 3 per cento del rapporto tra deficit e Pil e dunque non si potrebbe andare oltre una misura one off come la riduzione dell´anticipo fiscale di novembre. Anche per questo il ministro dell´Economia evoca scenari cupi: «Si sta avverando la profezia di Ratzinger del 1985: l´implosione del mercato», ha detto ieri all´università Cattolica. Evocando presagi da tecno-thriller ha continuato: «E´ come vivere in un videogame: non si può spegnere: quando ai abbattuto un mostro e ti stai rilassando ne arriva uno più grande». I mostri che già si sono manifestati sono i subprime, il collasso del credito, la bancarotta delle istituzioni finanziarie e il collasso delle borse. Ora secondo le previsioni di Tremonti dietro l´angolo ci sono nuovi mostri: «carte di credito, bancarotte societarie e i derivati». Tremonti ha invocato un «anno sabbatico», quello che secondo la tradizione ebraica arriva ogni sette e prevede la cancellazione dei crediti e dei debiti. Più spedita invece la mini-cig di Sacconi che sarà nel decreto di mercoledì per i precari (atipici, interinali, cocopro e altro) che potrebbero avere, a determinate condizioni, una copertura assicurata per tre trimestri del 2009. Problemi invece per la social card: il governo ha chiesto alle categorie della distribuzione di associarla ad uno sconto del 10 per cento sui generi di prima necessità, ma i supermarket sono fermi al 5 per cento. Assicurato invece l´accesso alle tariffe sociali di gas ed elettricità.

La Repubblica

Pag. 24

Crollo per alimentare e abbigliamento, la casa brucia il 40% del reddito

I dati della Confcommercio sulla gelata degli acquisti nell´arco dei tre anni

(Luca Iezzi)

ROMA - Tre anni per una lunga gelata dei consumi che non risparmierà nessuno. Una "tempesta perfetta" in cui si sommano le difficoltà della recessione e la tendenza storica tutta italiana per cui le spese obbligate come l´affitto e le utenze riducono il reddito disponibile per gli acquisti. L´effetto negativo sui settori merceologici poi sarà assolutamente trasversale: se nel 2008 i crolli più evidenti si sono visti per alimentari e bevande (-1,2%), dal prossimo anno saranno i piaceri più voluttuari di tempo libero e svaghi a contrarsi dell´1,4% e ancora del 2% nel 2010. Anno in cui i cali negli acquisti in abbigliamento e calzature raggiungeranno il picco negativo di un - 0,8%. Il risultato sul totale non cambierà, riduzione dello 0,4%-0,5% per i prossimi tre anni. Non ci sono raggi di sole nell´analisi di Confcommercio che non pronostica «crolli, ma l´Italia patirà una crisi più lunga», in cui l´andamento grafico del fatturato del commercio sarà quello di un una "U" in cui il momento della ripresa nessuno riesce ancora a vedere. Anche considerando i dati sul totale della spesa sul territorio (quelli cioè che considerano non solo la domanda dei turisti stranieri che spendono nel nostro paese) lo scenario è tutt´altro che positivo: nel 2008 è infatti stimato un calo dello 0,7%, seguito da un - 0,5% per l´anno prossimo e da un - 0,6% nel 2010. «La crisi italiana - commenta Confcommercio - non è come le altre; semplicemente perché c´era prima e non ha quindi nulla, o quasi, a che vedere con la congiuntura dei mercati internazionali. Certo, gli eventi di questi mesi enfatizzano le nostre strutturali debolezze, tutte ma proprio tutte italiane». E infatti altre brutte notizie arrivano dal confronto internazionale. «Quando gli altri ricominceranno a crescere noi continueremo a barcamenarci con le variazioni decimali di Pil e consumi, come accade da 20 anni a questa parte e in particolare dagli anni 2000» dice lo studio. Gli acquisti in Francia cresceranno dello 0,9% nel 2008, l´anno prossimo dello 0,5% e nel 2010 ancora dello 0,9%, mentre in Germania dopo un calo dello 0,5% previsto nel 2008 dovrebbero susseguirsi un +0,2% nel 2009 e un +0,7% nel 2010. La specificità della contrazione italiana risale addirittura ad un cambio delle quote del reddito delle famiglie italiane: «Se negli anni Settanta una famiglia aveva una quota del 24,7% in affitti e spese obbligatorie, nel triennio 2007-09 arriva al 40%». E la parte dei consumi sopravvissuta viene "assorbita" sempre più dalla casa e dai servizi immateriali, mentre per i beni la parte di reddito disponibile scende dal 67,7% del 1970 al 50% del 2009. Il drastico ridimensionamento dei consumi nazionali e l´impatto della crisi sulle piccole e medie imprese del commercio sono evidenti anche guardando ai saldi sulla natalità e mortalità delle imprese. Nell´intero periodo ?99-2007, rileva l´Ufficio studi di Piazza Belli, nel commercio al dettaglio il saldo è stato negativo per poco meno di 38.000 imprese. Ma nei soli primi nove mesi del 2008 il saldo è stato di -17.714.

LA STAMPA

Pag. 15

L’autovelox canaglia manda in tilt il Belgio

(Marco Zatterin)

BRUXELLES - Da una settimana la macchina fotografica montata su una struttura che pare una forca scatta implacabile ogni 15 secondi. Il palo che la sorregge è dipinto dello stesso bianco opaco del muro e, se non lo conosci, non lo vedi, perché la galleria è illuminata senza sfarzi. L’autovelox è una scatola quadrata, al fianco della quale c’è il radar, puntato al centro della carreggiata. Le auto che sfrecciano senza sosta sotto l’occhio meccanico della polizia di Bruxelles sono dirette al quartiere comunitario e arrivano da Anversa, Liegi o dall’aeroporto. Sino a poco prima filavano a 120 km l’ora ma adesso, all’imbocco del tunnel Reyers, devono scendere sotto i 70, manovra innaturale in questo comodo tratto. I gendarmi lo sanno, l’hanno fatto apposta. La scorsa settimana hanno inflitto 42 mila multe, un affare per le casse comunali. Se non fosse che la fisiologica ondata di ricorsi rischia di paralizzare l’intero apparato giudiziario del Belgio. Jo Vandeurzen, guardasigilli del regno di Alberto II, risulta essere preoccupato. L’esperienza gli insegna che una multa su dieci viene impugnata, dando luogo ad una procedura di conciliazione. «Se questa fosse la regola, il solo tunnel Reyers farebbe comparire darebbe ai magistrati 4000 cause dal lunedì al venerdì» affermano i collaboratori del fiammingo. La capacità di sbrigare le pratiche, spiegano, è nel complesso insufficiente. «Non bisogna accettare l’impunità - insistono al ministero - però servono soluzioni che accelerino i procedimenti». Un’idea è l’automatizzazione dei verbali. L’altra, diabolica, vorrebbe le multe caricate nella dichiarazione dei redditi. La questione genera qualche imbarazzo e, trattandosi del Belgio, una serie di conflitti istituzionali. Vandeurzen gestisce a livello nazionale l’operato dei giudici, mentre le multe sono una prerogativa locale. Gli incassi vanno dunque alla capitale e i contenziosi gravano sull’amministrazione centrale. Pascal Smet, ministro bruxellese per la Mobilità, un assessore comunale reso più potente dal federalismo, ha gioco facile nel proclamare la «tolleranza zero». Pensa a una squadra di giudici ad hoc. Imminente un vertice chiarificatore col Guardasigilli. Bruxelles ha investito parecchio sui controlli del traffico trasformando le vie della città in un campo minato per gli automobilisti indisciplinati. La maggior parte dei semafori sfoggia sensori tarati per condannare chi passa con il rosso. I grandi viali sono tempestati di radar. Il traffico appare rispettoso delle regole, eppure nel 2007 il valore delle multe belghe ha superato i 100 milioni, più del doppio rispetto al 2004. Parte dei fondi è spesa in sicurezza, dunque in nuovi radar, creando una spirale in cui l’aumento delle infrazioni genera l’aumento degli autovelox. Il ministro della Giustizia teme il momento in cui i criminali non potranno essere processati rapidamente per colpa di chi corre a Bruxelles. E’ lo scenario dei troppi controlli, della paralisi che comincia dallo scorrevole (fuori orario di punta) tunnel Reyers, delizia di chi lavora al Consiglio, croce per chi va forte e non solo. L’autovelox rischia di fare la multa anche a Vandeurzen e i suoi giudici. Soprattutto se, paradosso nel paradosso, saranno costretti dalle circostanze a restare fermi.

LA STAMPA

Pag. 32

Oggi la maratona Ue sugli aumenti

Il negoziato europeo sulle condizioni per mettere fine (il primo aprile 2015) alle quote latte si trasformerà oggi in un tiro alla fune tra i 27 ministri dell’agricoltura dell’Ue. Da un lato, ci sarà il ministro alle politiche agricole Luca Zaia, sostenuto dai colleghi di Olanda, Spagna, Danimarca, Irlanda e Polonia che tireranno in favore di un aumento della produzione superiore al 5% proposto dalla commissaria Fischer Boel per l’Italia. A tirare in senso contrario ci sarà uno schieramento di paesi guidati dalla Germania. La proposta della Commissione europea di incrementare le quote latte dell’1% l’anno, per cinque anni, a partire dal primo aprile 2009, si presenta quindi come una posizione mediana ma insufficiente per i produttori italiani.

LA STAMPA

Pag. 32

Nuove norme per la qualità nazionale

Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge per la «nuova disciplina del commercio interno del riso» in cui si prevede che le denominazioni più utilizzate nella filiera risicola italiana, diventino vere e propri e denominazioni di vendita. «Il disegno di legge - ha detto il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia - risponde alle esigenze di rafforzare il riconoscimento del made in Italy».

city

Pag. 4

Debiti troppo alti per 330 mila famiglie

ROMA – Per circa 330 mila famiglie, il peso del mutuo o di altri finanziamenti rappresenta più del 33% delle entrate complessive, un livello considerato potenzialmente a rischio. Sono l’1,4% del totale delle famiglie italiane indebitate, che sono il 25% del totale. Una percentuale, quest’ultima che è circa la metà della media Ue e un terzo rispetto alla media Usa. La maggior parte risultano essere famiglie benestanti che possono quindi far fronte agli impegni finanziari senza particolari difficoltà. È quanto dichiarato da Claudio Conigliani presidente di Tarida, società di gestione integrata del credito del Gruppo Bancario Delta: "Le famiglie italiane indebitate sono circa il 25%, la metà della media Ue, che registra ad esempio un 40% in Spagna e un 60% in Francia,e un terzo della media Usa", ha dichiarato Conigliani. In generale si tratta di "famiglie benestanti che possono far fronte agli impegni e infatti le sofferenze sui mutui non sono aumentate molto",ha continuato Conigliani aggiungendo che "le famiglie italiane si sono mosse con grande equilibrio".

city

Pag. 4

Le tredicesime? Bruciate dalle bollette

Solo un quarto dell’ammontare delle tredicesime resterà nelle tasche degli italiani, mentre il resto servirà a pagare bollette, mutui e debiti. È la stima dell'Adusbef secondo la quale dei 34,3 miliardi erogati, soltanto il 25,4%, ossia 8,9 miliardi di euro, resterà disponibile per lavoratori e pensionati.

city

Pag. 4

Caro rifiuti 195 euro annui

Nel 2008 le famiglie italiane hanno versato in media per la tassa/tariffa sui rifiuti solidi urbani 195,95 euro annui ai Comuni (e alle Province), importo corrispondente a circa 2,45 euro al metro quadrato, con un aumento medio del 22,3% rispetto al 2004 (160,26 euro), più del doppio dell’inflazione.

city

Pag. 8

"A rischio le ferrovie regionali"

ROMA – Se non si trovano 400 milioni di euro per i pendolari, il trasporto ferroviario regionale rischia il taglio di linee frequentate da migliaia di persone ogni giorno. Allora niente nuovo orario per Trenitalia dal 14 dicembre, perché non si sa ancora quali e quanti mezzi ci sono a disposizione. Questo l’allarme lanciato, ieri, da Legambiente, secondo cui i finanziamenti da parte dei governi che si sono succeduti in questi anni hanno premiato per oltre il 70% gli investimenti in strade e autostrade. Una scelta a discapito della "cura del ferro" e di 14milioni di persone che, secondo il Censis, si spostano ogni giorno in treno per lavoro o studio. "Senza soldi non si canta messa", ha commentato l’ad di Fs, Mauro Moretti, che ha ribadito come il trasporto regionale sia una questione "centrale" per l’ azienda, che continua a dover fare i conti con "450 milioni di oneri finanziari per debiti pregressi’’.

city

Pag. 14

Risparmiare informandosi

Credito: qualità e tutela consumatori

(a cura di Umberto Filotto)

A chi rivolgersi per un finanziamento?

La legge prevede che i finanziamenti erogati a favore delle famiglie per l’acquisto di beni o servizi o per l’acquisto o la ristrutturazione della casa, possano essere erogati solo da banche, intermediari finanziari specializzati e (in alcune forme) dai venditori di beni o servizi. Tutti gli intermediari che esercitano attività di finanziamento devono essere iscritti all’albo delle banche o all’elenco generale tenuto dall’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia. Superate determinate soglie dimensionali, gli intermediari non bancari devono essere iscritti all’elenco speciale tenuto dalla Banca d’Italia: ciò implica l’assoggettamento ad una serie di controlli da parte dell’Organo di Vigilanza, in maniera del tutto analoga a quanto previsto per le banche. L’insieme delle norme a cui sono sottoposte le operazioni di credito al consumo assicura a tali operazioni un grado di trasparenza che non ha eguali in altri settori finanziari. Inoltre le maggiori società che operano nel comparto (associate ad ASSOFIN) sottoscrivono un Codice di Comportamento finalizzato ad assicurare la massima chiarezza e confrontabilità delle offerte contrattuali. Rivolgersi quindi ad un operatore specializzato è una garanzia di qualità del servizio che comprende la comodità, la velocità di erogazione e la semplicità della procedura. Tra i servizi che Assofin mette a disposizione dei cittadini è on line uno strumento, www.monitorata.it, per verificare, gratuitamente e anonimamente, se la rata per la quale si sta valutando di impegnarsi è compatibile con la propria situazione economica.