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Rassegna Stampa del 28 novembre 2008

  • La Repubblica - "Arriva la gelata sui consumi di Natale in crisi libri e vestiti, reggono tv e iPod" - di Luisa Grion - pag. 15
  • La Repubblica - "Quei consigli ingannevoli per gli acquisti" - di Aldo Fontanarosa - pag. 29
  • La Repubblica - "Tornano i pannolini in tessuto, Amiat li regala a 200 mamme" - pag. XV
  • La Stampa - "Redditi bassi il bonus sale a mille euro" - di Alessandro Barbera - pag. 7
  • La Stampa - "La tredicesima non salva i consumi" - di Vanni Cornero - pag. 9
  • La Stampa - "Messaggini meno cari, via alla riforma delle Tlc" - di Marco Zatterin - pag. 37

La Repubblica - Pag. 15

Arriva la gelata sui consumi di Natale in crisi libri e vestiti, reggono tv e iPod

(Luisa Grion)

ROMA - Sarà un Natale in tono minore, dicono i commercianti. Freddo, ma senza il temuto crollo, perché alla fine - un po´ perché si deve, un po´ perché si vuole - qualcosa si finisce per comperare. Questo dice la Confcommercio che prevede, in termini reali, una caduta dei consumi dell´1 - 1,5 per cento rispetto alle Feste dell´anno scorso. Previsioni non rosa, ma nemmeno catastrofiche che non convincono invece le associazioni dei consumatori. I negozianti dunque sperano nel rush finale, nelle tre settimane di dicembre che non riusciranno a salvare i bilanci, ma faranno sì che le perdite risultino contenute. Secondo le stime di Confcommercio gli italiani spenderanno circa otto miliardi delle loro tredicesime, l´1,1 per cento in più rispetto al 2007 che però, visto l´andamento dell´inflazione (2,5 - 3 per cento), si tradurranno in una flessione delle quantità acquistate. Reggeranno i "classici" come il cesto di Natale, la macchina per il caffè e i rasoi, le tivù a schermo piatto. Non subiranno crisi i regali di fascia molta alta, come i gioielli di costo elevato, o sostenuti da martellante pubblicità, come una certa tipologia di giocattoli. Incasseranno invece il colpo abbigliamento, libri ed elettrodomestici (a parte quelli "mini" dal prezzo non superiore ai 50 euro). Le telecomunicazioni - un tempo classico acquisto da tredicesima - venderanno ancora bene, ma solo nelle fasce di prezzo prezzi minori. Andranno bene gli Mp3 o gli iPod e le consolle per i videogiochi. Molto male, invece, piante e fiori. Gli italiani dunque cercheranno di risparmiare e di non spendere la tredicesima: per questo Confcommercio insiste sulla loro detassazione, almeno per i redditi più bassi. Sarebbe un modo per far ripartire l´economia, commenta, «uno shock per ridare denaro alle famiglie». Carlo Sangalli, leader dell´associazione, ci spera ancora e si augura che dal Consiglio dei ministri di domani possa uscire una sorpresa: «Tante partite si vincono nei minuti finali e noi questa partita vogliamo vincerla» ha detto. Sul rapporto freddo, ma non catastrofico di Confcommercio non è affatto d´accordo il Codacons: «Un calo dei consumi dell´1 per cento è un dato a nostro avviso non attinente alla realtà - ha detto il presidente Carlo Rienzi - poiché ciò vorrebbe dire che i cittadini non hanno affatto risentito della crisi economica in atto. La verità è che il Natale 2008 sarà uno dei più gelidi sotto il profilo dei consumi, con riduzioni degli acquisti del 5 per cento per gli alimenti, del 10 per i giocattoli, il 20 per i regali e l´abbigliamento. Se Confcommercio vuole salvare gli associati deve accettare la liberalizzazione dei saldi».

La Repubblica - Pag. 29

Quei consigli ingannevoli per gli acquisti. Telefonia, banche e fitness in testa, la verità nascosta con gli asterischi

(Aldo Fontanarosa)

ROMA - Piccoli consumatori crescono. Una volta subivano, un po´ alla Fantozzi. Oggi si difendono, si fanno sentire. L´Unione Nazionale Consumatori esamina tutte le denunce presentate al Garante della Concorrenza, competente per le pubblicità ingannevoli, e scopre così un italiano più attento e battagliero. Tra gennaio e ottobre 2008, ben 83 esposti portano la firma di comuni cittadini sui 190 depositati. Non sono denunce improvvisate, isteriche: alcune di queste vanno a buon fine smascherando la slealtà anche di aziende molto grandi. Promozioni spregiudicate, infedeli sembrano annidarsi sempre più nei siti, tra banner scintillanti, gallerie di foto e video da scaricare. Tante aziende si affidano all´effetto ipnotico del Web per conquistare clienti, ma rischiano di esagerare, alla fine. Sono 66 gli esposti che mettono nel mirino Internet. Non mancano, però, contestazioni a forme tradizionali di pubblicità, come i cartelloni per strada o quelli montati lungo le fiancate degli autobus. Il telefono, la tua croce. E´ questo il settore più contestato. Singoli consumatori e associazioni di tutela presentano 33 esposti perché società telefoniche pretendono la luna per le connessioni a Internet oppure fatturano in bolletta servizi che nessuno ha mai chiesto (22 le segnalazioni). Sotto accusa anche loghi, suonerie ed sms mangia-credito, cavalli di Troia che si insinuano nel borsellino dei nostri figli. Banche ed assicurazioni, a seguire, hanno le loro 21 medaglie, accusano cioè 21 denunce. In questo caso, sono gli impiegati o agenti venditori a promettere a voce quello che non esiste. Altre 14 segnalazioni arrivano poi dai narcisisti pentiti: hanno comprato prodotti di bellezza o dimagranti, integratori alimentari, attrezzi per il fitness (pompatissimi dalle tv locali), preparati per smettere di fumare, per poi scoprirli inutili. Deludono le aspettative dei consumatori anche molti diplomifici: promettono di migliorarci, quando poi non lo fanno. Una fetta di lamentazioni investe inoltre le compagnie aeree, che non sempre sono così low cost, e infine le marittime (scatenate nelle promozioni estive). Nella comunicazione pubblicitaria, l´asterisco non tramonta mai. La pubblicità - denuncia l´Unione Nazionale Consumatori - nasconde ancora clausole ingiuste e costi aggiuntivi nelle didascalie a fondo pagina, di difficile lettura soprattutto per gli anziani. Le stesse etichette degli alimentari sono scritte in caratteri minuscoli oppure in un linguaggio tecnico che l´uomo della strada non riesce a capire. E c´è poi la crisi. Gli italiani tentano di mantenere lo stesso stile di vita, lo stesso livello di consumi, ma sanno bene di avere meno soldi per farlo. Allora cercano l´affare, lo sconto. E la pubblicità - consapevole di questo approccio - fa leva su questo, guardacaso. Dipinge come vantaggioso il prodotto che non lo è, oppure ne esalta le qualità miracolose, quando queste non ci sono. Quasi 60 le contestazioni a questa tecnica. Altro tallone di Achille sono i "giocattoli" per adulti: telefonini, videocamere, decoder per il digitale terrestre, computer. Prodotti già datati vengono presentati come all´avanguardia. Ma l´azienda che ci prova - attenzione -deve guardarsi da due reazioni: si mobilitano i compratori, spesso anche le aziende concorrenti, sempre pronte a denunciare chi usa la pubblicità con la malizia del baro.

La Repubblica Torino e Prov. - Pag. XV

Tornano i pannolini in tessuto, Amiat li regala a 200 mamme

Anche Amiat, Regione, Provincia e Comune cadono nella trappola modaiola del pannolino ecologico, sempre più presente da qualche anno a questa parte sugli scaffali dei negozi per bambini e per mamme neo chic. Mutandoni più che veri e propri pannolini sono di spugna o cotone nella foggia somiglianti ai comodissimi Pampers o Huggies (solo per citare i più diffusi) ma in realtà molto più simili a quelli che fino a metà degli anni Settanta tutte le mamme italiane erano abituate a utilizzare. E che oggi le fanno rabbrividire se anche solo li vedono da lontano. Sono in poche, insomma, quelle che ricordano con piacere tutto quel lavare e rilavare di pezze di stoffa.
Ma in occasione della Settimana europea della riduzione dei rifiuti, Amiat in collaborazione con la Regione Piemonte, la Provincia e il Comune, avvia ugualmente il progetto sperimentale dei pannolini lavabili per bimbi. L´iniziativa prevede la distribuzione gratuita a 200 neo mamme che ne faranno richiesta di appositi kit di prova. «Il progetto - spiega Amiat in una nota - ha lo scopo di sensibilizzare le famiglie a un uso consapevole delle risorse e a una sensibile riduzione dei rifiuti domestici. Il pannolino usa e getta, infatti, rappresenta un´ingente fonte di rifiuto non recuperabile, per la cui produzione, peraltro, si consumano cospicue quantità di risorse naturali. I pannolini riutilizzabili permettono, invece, di realizzare un risparmio economico che può arrivare fino al 50 per cento». Le prime ad utilizzarli saranno le dipendenti Amiat che diventeranno mamme nel 2009.

LA STAMPA - Pag. 7

Redditi bassi il bonus sale a mille euro

(Alessandro Barbera)

ROMA- Bonus più ricco per le famiglie a basso reddito. Dopo un lungo pressing del premier e un vertice a Palazzo Chigi con i ministri di spesa, Giulio Tremonti concede qualche risorsa in più per finanziare la più popolare delle misure anti-crisi che oggi il governo approverà in consiglio dei ministri: la forchetta per l’aiuto natalizio, inizialmente prevista fra un minimo di 150 e un massimo di 800 euro, ora sarà compresa fra 200 e 1000 euro. Nella prima versione il bonus più ricco era concesso alle famiglie con quattro o più figli e 20.000 euro di reddito, ora il governo promette mille euro per chi ha tre figli e un reddito non superiore a 22.000 euro. Una coppia con un reddito medio di 17.000 euro avrà 300 euro, se con un figlio il bonus dovrebbe raggiungere i 450. Dell’aiuto, che potrebbe arrivare per assegno, potranno usufruire lavoratori dipendenti e pensionati (quelli soli dovrebbero avere 200 euro se con meno di 15mila euro l’anno), mentre sono esclusi i lavoratori autonomi. Secondo le stime che circolavano ieri il provvedimento varrebbe 2,3 miliardi: si tratta di più di un terzo di ciò che il ministro dell’Economia sembra disposto a mettere a disposizione. Insomma, a conti fatti Tremonti avrà concesso pochissimo a ciò che la maggioranza e il premier speravano di ottenere, promettendo eventuali nuovi interventi a gennaio. Anzi, la manovra - 30-32 articoli in tutto - sarà complessivamente inferiore al previsto per via dello stralcio dell’ultim’ora di due articoli indigesti agli enti locali: la norma che avrebbe coperto parte della spesa sanitaria con un taglio dei margini a favore delle farmacie e la ridefinizione del sistema di attribuzione dei fondi al «Fas» (fondo per le aree sottoutilizzate). In un vertice a Palazzo Chigi - assente Silvio Berlusconi - Gianni Letta e Tremonti hanno dovuto rintuzzare la protesta dei governatori per un intervento che - dicono - avrebbe accentrato la distribuzione di tutti i fondi territoriali per le aree depresse. Tremonti ha sottolineato però che esistono due tipi di fondi «Fas»: parte sono di competenza regionale, parte sono a disposizione del governo, e che solo questi ultimi verranno utilizzati per finanziare la manovra. Poiché si tratta in parte di fondi europei spesso spesi male, nei piani di Tremonti c’è la costituzione di due nuovi fondi (uno «sociale» e uno «per le infrastrutture») da finanziare proprio con quelle risorse. «Aspettiamo di vedere le carte», diceva ieri con un filo di ansia il presidente emiliano (e leader della conferenza delle Regioni) Vasco Errani. Gli altri dettagli della manovra sono quelli ormai noti da qualche giorno: detassazione di una quota dell’Irap (circa il 10%), sconto di tre punti sugli acconti Irap e Ires in scadenza lunedì (sull’Irpef invece le scadenze dovranno essere rispettate), un forte aumento dei fondi per la cassa integrazione (dovrebbero essere 1,2 miliardi con l’estensione dei benefici ai precari), il blocco per quattro mesi delle tariffe autostradali, la norma che permetterà di pagare l’Iva non più al momento dell’emissione della fattura ma solo all’incasso per chi ha ricavi fino a centomila euro l’anno. In quest’ultimo caso (lo dice la bozza del governo) il via libera è vincolato all’ok dell’Unione europea. All’ora di cena i tecnici erano ancora al lavoro per mettere a punto un nuovo intervento sui mutui: fallito l’esperimento dell’accordo con l’Abi sulla rinegoziazione, ora Giulio Tremonti vuole una norma per obbligare le banche a mantenere fisso il tasso al di sotto di una certa soglia che potrebbe essere il 4%. Fino al consiglio di questa mattina potrebbero esserci modifiche: a tarda sera Tremonti e Berlusconi si sono dovuti incontrare per parlarne. Fra le questioni ancora sul tavolo, il decreto per l’emissione di obbligazioni a favore delle banche, sul quale da settimane è in corso una dura trattativa fra Tesoro e Bankitalia. Ieri c’era chi non escludeva un altro, ennesimo rinvio.

LA STAMPA - Pag. 9

La tredicesima non salva i consumi

(Vanni Cornero)

I regali di Natale non saranno cancellati, ma per comprarne meno gli italiani spenderanno di più: 8 miliardi dei 48,8 (lordi) che costituiscono il totale delle loro Tredicesime. Altri 12,2 miliardi finiranno in tasse e 9,6 in risparmi di riserva (che di questi tempi certo non guastano) il resto sarà destinato a saldare le bollette di luce o gas, fare il pieno all’auto, riempire il frigo e concedersi una breve vacanza o qualche cena al ristorante. Tornando alle spese natalizie vere e proprie la somma che verrà loro destinata quest’anno sarà pari all’1,1% in più dei 7,918 miliardi del 2007. I consumi cresceranno quindi in valore, ma come volumi ci sarà una flessione tra l’1 e l’1,5% se si considera che sui beni commercializzabili l’inflazione si attesterà intorno al 2,5-3%. Il quadro delle prossime feste esce dal «check-up» fatto dall’Ufficio studi della Confcommercio e dipinge un Natale certamente magro, ma in cui i consumi non subiranno il temuto crollo generale. Per gli alimentari le famiglie spenderanno oltre 3 miliardi, l’1,8% in più rispetto all’anno scorso, però la borsa della spesa si riempirà di meno e quindi l’attenzione dei consumatori andrà soprattutto alle promozioni e al miglior rapporto qualità-prezzo. Per l’abbigliamento si spenderanno 1,2 miliardi, con una crescita dell’1% rispetto al 2007 ed è confermata la tendenza negativa, con qualche eccezione per gli accessori e la pelletteria. Nel settore degli elettrodomestici si venderanno più prodotti sotto i 50 euro di prezzo, come macchine del caffè o rasoi, mentre la situazione peggiorerà per lavatrici, lavastoviglie, televisori e frigoriferi: complessivamente il conto degli acquisti sarà attorno di 273 milioni di euro, con un incremento dello 0,2% sul 2007. Cali dell’1% (che in più devono essere depurati dall’inflazione) sono invece previsti per prodotti di cartoleria, libri, cd, supporti magnetici. In discesa anche gli oggetti per la casa (-0,7%), mentre resistono i giocattoli (+0,6%). Secondo Confcommercio il nemico più feroce dei consumi non è comunque l’inflazione, ma la mancata crescita del reddito che in Spagna, ad esempio, è invece aumentato dal 3 al 3,5%. «La verità è che il Natale 2008 sarà uno dei più gelidi per i consumi, con riduzioni degli acquisti del 5% per gli alimenti, 10% per i giocattoli, 20% per l’abbigliamento e fino al 25% per gli addobbi per la casa», replica il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, contestando i dati dei commercianti e invitandoli ad accettare la liberalizzazione dei saldi. Da parte sua l’Adoc teme che l’effetto rincari constringerà una famiglia su tre a rinunciare al cenone natalizio e sottolinea gli aumenti di pasta (+26%) e pandoro (+15%). Rincari che, protesta la Coldiretti, non trovano giustificazione nei prezzi del grano, scesi della metà da inizio d’anno. Ma la Confedrazione italiana agricoltori, in una sua analisi dei dati Istat, fotografa anche più di un milione di persone che ogni giorno si mette in coda ai mercati ortofrutticoli per recuperare gli scarti dei prodotti rimasti invenduti.

LA STAMPA - Pag. 37

Messaggini meno cari, via alla riforma delle Tlc

(Marco Zatterin) CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

I consumatori saranno contenti di sapere che, già dalla prossima estate, non pagheranno più di 11 cent (invece che l’attuale media di 29) per gli sms inviati dall’estero e all’estero. I gestori continentali del mobile, che vendono quasi fosse oro il servizio «text» in roaming che a loro costa poco o nulla, potranno consolarsi con la notizia che contestualmente l’Europa ha bocciato l’idea di darsi un organismo unico di regolazione per le Tlc, lasciando il potere di vigilare sul mercato a un’assemblea delle Agcom, organismo privato e non comunitario. Il che, in parole semplici, consentirà ad ogni paese di mantenere le proprie peculiarità e anomalie, rifuggendo almeno in parte alla concorrenza diretta e continuando ad operare senza troppi scossoni, nel bene e nel male. Prezzi a parte, per la Commissione Ue è una brutta sconfitta. Viviane Reding, la responsabile del portafoglio Telefoni e dintorni, aveva messo sul tavolo un impianto di regole e controlli severi e unificati per il business senza frontiere di cellulari e di internet. L’idea era quella di affidare la partita ad un solo sceriffo. I ministri Ue si sono espressi in senso contrario. «E’ chiaro che il nostro progetto era più ambizioso - ha commentato a denti stretti la lussemburghese - e noi continueremo a sostenerlo». Regno Unito, Svezia e Olanda sono d’accordo con lei (si sono astenuti; Italia, Irlanda, Danimarca e Belgio, inizialmente contrarie, hanno alla fine detto sì) e sosterranno la battaglia con quella parte del Parlamento europeo che, in seconda lettura, cercherà di dare nuovo rigore al ridisegno delle settore. Per ora si va dunque avanti con il Gert, il Gruppo dei regolatori nazionali, che in realtà già esiste e si riunisce periodicamente a livello informale. Resta invece in buona sostanza immutata la parte del pacchetto che impone la separazione funzionale delle reti Telecom. I Ventisette dovranno dunque procedere allo spacchettamento del network dal gestore, in modo da garantire ai concorrenti degli ex monopolisti un accesso più trasparente al cosiddetto ultimo miglio. A tre condizioni, però: bisognerà provare che gli altri rimedi possibili non hanno funzionato; che lo sviluppo della concorrenza sia «molto improbabile»; che «la separazione non minaccerà gli incentivi dell’operatore "incumbent" ad investire nello rete». Per l’Italia, assicura il sottosegretario alle Tlc Paolo Romani, nessun problema. «Siamo abbastanza avanti - ha spiegato al termine del Consiglio Ue -: il confronto tra Agcom e Telecom Italia è in fase avanzata e prima di Natale si dovrebbe arrivare alla definizione dell’"open acces"». Dal 2009, insomma, i rivali del colosso ex pubblico dovrebbero poter giocare finalmente ad armi ad oltre dieci anni dalla prima privatizzazione. Quasi contemporaneamente dovrebbero arrivare i vantaggi per chi telefona e non solo. Gli sms internazionali ad un massimo di 11 cent sono il primo risparmio (è un mercato che nella sua componente nazionale e no da noi vale da 2,5 miliardi l’anno). Grazie al regolamento, gli utenti all’estero dovranno inoltre ricevere un messaggio con le tariffe di trasmissione dati in roaming del paese in cui si trovano. Dall’estate 2010, quindi, dovrà essere specificato in anticipo l’importo massimo del costo della trasmissione dati effettuata in roaming. il progresso sarà consolidato dall’obbligo di fatturare la durata esatta delle chiamate al secondo, a partire dal 31° secondo. Per scaricare i dati su un portatile o su un iPhone, invece, il prezzo all’ingrosso sarà limitato a un euro per Megabyte.Per l’Europa non è accettabile che un farmacista italiano possa possedere una sola farmacia. La Commissione Ue ha stabilito che il limite contraddice l’art. 43 del Trattato, impedendo o rendendo di fatto più difficile l’apertura di nuovi punti vendita. Roma deve pertanto procedere a una parziale liberalizzazione.

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