Rassegna stampa 2 febbraio 2010

INDICE

• Quotidiani

La Stampa – Frecciarossa, dopo 50 giorni un passo in avanti - di Egle Santolini - pag. 25

La Stampa – Mutui, sono 187 le banche disponibili a sospenderli – pag. 27

La Stampa Torino e Prov. – “Aspettando Infostrada, da 50 giorni senza fax” – da Lo specchio dei tempi - pag. 51

La Stampa Torino e Prov. – “Difficile farsi rimborsare da Sky” – da Lo specchio dei tempi – pag. 51

La Stampa Torino e Prov. – Caos raccolta porta a porta. E i rifiuti restano in strada  – pag. 60

La Repubblica – Via alla sospensione dei mutui per 130 mila famiglie in difficoltà  –  pag. 27

• Internet

HelpConsumatori.it – PREZZI. Carburanti, Adiconsum: “Chi controlla il Gpl?”

IlGiornaleDelPiemonte – Niente multe: per adesso i civich garantiscono l’assistenza – pag. 2

 

 


 

 

La Stampa

pag. 25 (Egle Santolini)

Stazione di Porta Garibaldi, primo febbraio, zero gradi centigradi. Davanti al tabellone elettronico, decine di pendolari mi-torinesi attendono di sapere da quale binario partirà il Frecciarossa per Porta Nuova delle 18 e 58. «Tutte le sere la stessa solfa», segnala Giovanni, consulente finanziario e pendolare avvezzo a queste attese (in piedi: giacché qui, come a Rogoredo e ora anche a Centrale, le sale d’aspetto sono considerate un lusso inesistente). «Lo segnalano all’ultimo e a noi tocca fare le volate. Tanto più che non ci sono le scale mobili, e nove volte su dieci il binario è al piano inferiore». Sullo sfondo, una voce vellutata sta annunciando che, data la possibilità di ghiaccio sui binari, i treni dell’alta velocità «potrebbero maturare leggeri ritardi». No, i 50 giorni di Frecciarossa non stanno ricevendo la benedizione degli agenti atmosferici. Ma il bilancio complessivo dell’implementazione del servizio, in corso dal 13 dicembre, non è negativo. Si è partiti malino ma si sta recuperando velocemente. Soprattutto, par di capire che sarebbe possibile ottimizzare con qualche piccolo intervento. Prendiamo la faccenda dei taxi. In numero sufficiente qui a Garibaldi, non pervenuti a Certosa, merce rarissima a Rogoredo, dove i posti nel parcheggio dedicato sono nove, di cui cinque francamente invisibili. A Rogoredo, profonda periferia sud, nessun tassista vuole andare, perché i possibili clienti si avvistano soltanto all’arrivo del treno da Torino delle 9 e 50, l’unico in ora di punta. Ma chi glielo fa fare di andarsi a spiaggiare là, dove le attese tra una corsa e l’altra vanno dai 40 ai 70 minuti? E allora il consiglio è, se non si hanno bagagli pesanti, di affidarsi alla linea tre del metrò: in meno di dieci minuti si emerge in piazza del Duomo. Leonardo, ingegnere toscano, abitante a Torino e lavorante a Milano, dà al servizio un sette e mezzo di voto complessivo. I ritardi?, gli domandiamo. Perché è quello il punto dolente, e non sarà un caso che le FF SS non forniscano dati in proposito, lasciandosi scappare che, visto l’avvio oggettivamente complicato, sarebbe come discutere sul prodotto interno lordo di Haiti. «Guardi, qualche piccolo scarto, ma nel complesso non c’è troppo da lamentarsi. Roba di un quarto d’ora-venti minuti».. E i costi? 31 euro solo andata in seconda.... «A buon mercato no, ma in perfetta linea con i prezzi europei. In compenso, vagoni puliti e personale gentile. Io mi ci trovo bene». Tanto che Enrico, informatico che debutta proprio oggi, si sta lasciando convincere a una vita bipolare. «Se solo ci dicessero a quale binario...»

 

La Stampa

pag. 27 (Luigi Grassia)

Sale a 187 il numero della banche disponibili a sospendere le rate dei mutui alle famiglie in difficoltà. La misura anti-crisi è stata avviata ieri, e oggi sarà completata con l’istituzione di un foro permanente di confronto tra consumatori e banche, per verificare come andranno le cose. L’Adoc invita i mutuatari a «segnalare ogni anomalia o difficoltà, in modo che possiamo intervenire».

La sospensione delle rate per 12 mesi può essere richiesta (su un importo massimo di 150 mila euro) dalle famiglie in difficoltà per la crisi economica, colpite da disoccupazione, cassa integrazione o altri eventi eccezionali. L’associazione di consumatori Codacons, che non ha firmato l’accordo con le banche per la moratoria, invita i mutuatari a chiedere la sospensione «solo se sono in gravissime difficoltà», visto che il rinvio dei pagamenti si paga con tassi più pesanti; il Codacons deplora che la moratoria non sia stata prevista a condizioni meno restrittive e più generose. Intanto la Bnl annuncia che estenderà la moratoria alle rate siu prestiti personali.

 

La Stampa Torino e Prov.

pag. 51

Un lettore scrive: «Abbiamo avuto la sciagurata idea di passare da Telecom a Infostrada nella speranza di risparmiare ma la cosa si è rivelata un grave errore. «Il commerciale Infostrada ci ha assicurato il passaggio entro 48 ore ma da circa 50 giorni siamo ancora senza linea fax. Considerato che siamo un'azienda, Nuovo Centro Confezioni Tende, e che il 90% dei nostri clienti utilizza il fax per inviarci gli ordini vi lascio immaginare il grave danno che ci stanno causando. Siamo in balia dei call-center che passano la palla tra commerciale e ufficio tecnico, ci hanno anche fatto intendere di non chiamare più, tanto non serve a nulla, in sostanza risolveranno il problema a bontà loro. Noi non sappiamo cosa fare non prevediamo una data di risoluzione e il ritorno in Telecom necessita di 40 giorni!».

La Stampa Torino e Prov.

pag. 51

Un lettore scrive: «Sono stato abbonato a Sky per una decina di anni ma da ottobre scorso ho deciso di disdire l'abbonamento dopo essermi accorto che l'emittente mi aveva quasi raddoppiato il canone (senza preavvertirmi) e che aveva prelevato la somma tramite carta di credito-rid. Dopo aver spiegato, tramite e-mail, a Sky le ragioni della mia decisione e protestato per il suo comportamento oltre che per la ripetitività dei programmi trasmessi (sempre gli stessi, soprattutto documentari, ripetuti con monotonia per anni e per mesi), ho chiesto la restituzione del canone. A questo punto sono stato subissato di telefonate e mail che mi invitavano a ripensarci, che "avremmo trovato un accordo". Al mio categorico rifiuto, si sono rassegnati precisando che avrei dovuto pagare il canone ancora "per un certo periodo di tempo" e che mi avrebbero rimborsato tramite assegno spedito a domicilio. «Orbene, l'abbonamento è stato interrotto il primo novembre scorso e da allora (sono passati tre mesi) non ho visto né un euro né un accenno sul rimborso, nonostante i solleciti. Vi sembra serio e corretto?».

La Stampa Torino e Prov.

pag. 60

(Andrea Ciattaglia)

È partita a pieno regime da un paio di settimane la raccolta rifiuti porta a porta nel quartiere Lingotto e, come in altre zone della città, residenti e commercianti hanno segnalato i primi disagi.

Il sistema, in teoria, è semplice: l’Amiat rimuove i vecchi cassonetti e ad ogni condominio o attività commerciale assegna cinque bidoni (raccolta carta, plastica, vetro e lattine, organico, materiale non recuperabile) da posizionare nel cortile interno, oppure davanti al portone d’ingresso (in questo caso i bidoni sono dotati di serratura e le chiavi consegnate ai condomini). L’obiettivo? Aumentare la percentuale di differenziata senza diminuire la qualità del servizio. In pratica, però, si presenta sempre qualche inconveniente. Secondo Antonio Collaro, «in zona Lingotto da inizio anno sono all’ordine del giorno cestini straripanti d’immondizia, cassonetti attorniati dai rifiuti, sacchetti depositati dove capita. Non fanno eccezione i materiali ingombranti: porte, televisori, materassi». L’appello dei residenti è unanime: «Qualcuno deve intervenire, prima che la situazione diventi insostenibile». La signora Lucia Grillo ci tiene a sottolineare che «le proteste non hanno niente a che fare con il lavoro degli addetti alla raccolta rifiuti, né con la differenziata in sé, quanto con l’organizzazione generale del porta a porta». Dall’Amiat non smentiscono la situazione critica e spiegano: «Si tratta di una zona densamente popolata - e già disagiata dai cantieri per la metropolitana - nella quale si stanno verificando i soliti problemi d’avvio del porta a porta, che oggi coinvolge circa 400 mila torinesi». Il rimedio è pronto: «In questa prima fase cureremo meglio l’informazione sulla differenziata». Per ora, però, i disservizi ci sono. Daniele Serio è proprietario del bar Bibo di via Nizza: «Non mi hanno ancora consegnato i nuovi bidoni per la raccolta porta a porta - dice -. Produco quasi trecento litri d’immondizia al giorno: se utilizzo i contenitori del condominio dove mettono la loro spazzatura i residenti?». Anche Merhamettin Baynal, che ha aperto una pizzeria-kebab davanti al centro commerciale 8 Gallery fa vedere i suoi sei sacchi neri di rifiuti, prodotti in due giorni: «Sono costretto a tenermeli nel cortile sul retro per una settimana, fino al prossimo passaggio dei mezzi». «Da due settimane - dice Carlo Bellini, proprietario di una storica autofficina del quartiere - nessuno viene a ritirare la carta degli imballaggi».

La Repubblica

pag. 27

Una boccata d´ossigeno per le famiglie in difficoltà: il pagamento della rata del mutuo può scivolare in là, fino al 31 gennaio dell´anno prossimo. Da ieri è entrata in vigore la moratoria firmata dall´Abi e dalle associazioni dei consumatori finalizzata a dare un aiuto a chi, per via della crisi, ha subito una drastica riduzione del reddito e non riesce a far fronte all´impegno. Una situazione in cui si troverebbero 130 mila famiglie italiane: persone che hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione e che hanno difficoltà a versare puntualmente le rate del mutuo stipulato per l´acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell´abitazione principale. Ora potranno richiedere alla banca la sospensione dei pagamenti per un massimo di dodici mesi. Nel periodo di sospensione della rata matureranno gli interessi contrattuali concordati che, come prevede l´accordo Abi/ consumatori, saranno poi pagati «per una durata che sarà definita dalla banca sulla base degli elementi forniti dal mutuatario». Gli istituti possono aderire alla moratoria decidendo di sospendere l´intera rata o la sola quota capitale. La differenza non è di poco conto: un´elaborazione di Progetica dimostra che per un mutuo trentennale a tasso variabile di 100.000 euro stipulato nel gennaio 2003, la sospensione della rata permetterebbe al mutuatario un alleggerimento della sua spesa di 400 euro. Ma se la moratoria fosse applicata solo alla quota capitale, il risparmio «momentaneo» si ridurrebbe di 241 euro mensili. Per lo stesso mutuo a tasso fisso, l´importo della rata sospesa risulterebbe di 615 euro, mentre la limitazione alla sola quota capitale permetterebbe un beneficio di 146 euro mensili.
La moratoria prevede due tetti: 150.000 euro per il mutuo e 40.000 euro di reddito imponibile annuo (per singolo mutuatario). Sono inclusi i mutui cartolarizzati, rinegoziati, oggetto di operazioni di portabilità e accollati. Sono inclusi anche i mutui con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni. Diverse banche, in verità, hanno previsto condizioni migliorative all´accordo: il gruppo Banca Sella ha stabilito che la sospensione può essere richiesta per qualsiasi tipologia di mutuo. Intesa Sanpaolo ha precisato che per il mutuo a rata costante e tasso variabile è possibile solo la sospensione dell´intera rata ed ha anche previsto che gli interessi maturati nel corso della sospensione saranno spalmati sul residuo debito per una durata massima di 15 anni. Il gruppo Montepaschi e la Banca Popolare di Milano, oltre ad aver sospeso l´intera rata, hanno precisato che gli interessi maturati saranno distribuiti sulla durata residua del mutuo. La Banca Nazionale del Lavoro ha deciso di includere nella moratoria anche i prestiti personali dei mutuatari e di quei clienti che hanno finanziamenti in corso esclusivamente con Bnl. Il gruppo Ubi Banca estende la moratoria ai mutui a tasso variabile, rata fissa e durata variabile. Per quanto concerne il folto gruppo delle Banche di Credito Cooperativo, diverse hanno previsto condizioni migliorative che potranno essere visualizzate sul sito dell'Abi (www.abi.it).

HelpConsumatori.it

"I petrolieri guadagnano molto di più vendendo GPL piuttosto che benzina o gasolio". E' quanto ha dichiarato Paolo Landi, Segretario generale Adiconsum, denunciando la variabilità del prezzo e della qualità del GPL e la mancanza dei controlli. "Le case automobilistiche - ha aggiunto Pietro Giordano, Segretario Nazionale Adiconsum - alla disperata ricerca di argomenti per convincere il consumatore a cambiare l'auto, hanno colto al volo la sponda green, supportata da provvedimenti restrittivi del traffico improvvisati e vessatori, per proporre affrettate trasformazioni di veicoli progettati ed omologati a benzina, lasciando che il consumatore scopra in proprio la realtà dopo la vendita. L'automobilista - ha sottolineato Giordano - così va incontro a problemi enormi di manutenzione ordinaria con costi aggiuntivi, conseguenti all'alimentazione a GPL su veicoli progettati per l'alimentazione a benzina, e ai rischi di gravi guasti al motore". Adiconsum ha messo poi l'accento sulla variabilità della qualità del GPL erogato da distributori diversi, e anche dallo stesso impianto, in diversi periodi di rifornimento e sulle differenze di consumo dello stesso veicolo, nelle stesse condizioni di guida, anche del 70-80% dopo rifornimenti in distributori diversi. Così come sono frequenti guasti seri, al sottosistema di alimentazione del veicolo, spesso causati da impurità e comunque collegati alla qualità del GPL. Adiconsum chiede che sia definito un parametro univoco del potere calorifico di ogni carico di GPL consegnato al distributore, e che siano esercitati seri controlli all'origine e alla consegna del prodotto, perché il consumatore cessi di trovarsi alla mercé di circostanze, totalmente fuori controllo, che vanificano le attese di risparmio energetico ed economico, tanto pubblicizzate per convincerlo all'acquisto, magari allettato da incentivi solo apparenti, che si rivelano un vantaggio reale solo per la filiera del GPL, alimentata dal denaro del consumatore. "Non è possibile, inoltre - ha concluso Giordano - che con una mano le case automobilistiche prendono i soldi pubblici per gli eco-incentivi e con l'altra firmano le lettere di licenziamento di migliaia di lavoratori metalmeccanici". Adiconsum chiede all'industria del Gas più rispetto per il consumatore che ha diritto a un'informazione completa, chiara e trasparente, e al Governo ed all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato maggiori e severi controlli.

Il Giornale Del Piemonte

pag. 2

Nel primo giorno di validità dell’ordinanza che limita la circolazione in città delle auto diesel Euro 2 con più di 10 anni (vietata dalle 8 alle 19 per i non residenti e dalle 9 alle 17 per i residenti), la polizia municipale ieri ha impegnato le pattuglie disponibili in attività di prevenzione e in controlli in tutte le Circoscrizioni. In particolare, si legge in una nota diffusa dai civich, «il personale della polizia municipale si è impegnato nel fornire assistenza e nel rispondere alle domande dei cittadini, che hanno risposto positivamente all’invito di limitare la circolazione». Insomma, per adesso niente multe. Come annunciato nelle scorse settimane dall’amministrazione comunale, nei primi giorni di stop dei vecchi diesel i vigili urbani si limiteranno a fornire informazioni sulle nuove regole. Un atto dovuto, dopo la confusione che ha regnato nei giorni scorsi, tra continui rinvii e io cambiamenti d’orario voluti dall’assessore all’Ambiente, Roberto Tricarico, dopo il rifiuto di alcuni comuni della cintura ad aderire all’iniziativa.