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Rassegna stampa venerdì 5 febbraio 2010

Rassegna stampa

 venerdì 5 febbraio 2010    Indice  

Quotidiani

La Stampa – Il giustiziere della spesa - di Roselina Salemi - pag. 23 

 

La Stampa Torino e Prov. – “La strana storia degli occhiali 3D di Avatar” da Specchio dei tempi - pag. 55 

     Internet 

HelpConsumatori.it – PREZZI. Inflazione, i commenti di Consumatori e imprese

 

 

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La Stampa 

 

pag. 23

 

(Roselina Salemi)Appetitose porzioni di frutta dovrebbero sostituire caramelle e cioccolatini davanti alle casse dei supermercati per contribuire a diffondere tra i clienti la cultura di una corretta alimentazione. A dirlo è il ministro tedesco delle politiche Agricole e Alimentari e della tutela del Consumatore, Ilse Aigner. «Un semplice suggerimento - ha sottolineato lo stesso ministro, non certo un provvedimento da imporre con la forza della legge. Comunque non mi stupirei se, chi ha bambini, preferisse frequentare i supermercati che rinunciano a esporre i dolciumi alle casse». Un’idea, questa, che non è affatto piaciuta ai produttori tedeschi di dolci: «La proposta del ministro - ha commentato Torben Erbrath della federazione dell’industria dolciaria - non è nuova e non in grado di contribuire a combattere l’obesità, come sanno bene gli esperti». Il battesimo del fuoco l’hanno avuto con il cenone di Capodanno. Quelli della Mckay, piccola e aggressiva società piena di idee da seminare nel web, hanno messo a confronto prezzi di panettoni e tacchini, lenticchie e zamponi. E hanno scoperto che sì, il metodo funziona. Un mese dopo il lancio, www.risparmiosuper.it è un caso nel passaparola tra i consumatori, l’unico sito in Italia a fare le pulci (gratis) alle offerte speciali dei supermercati, dimostrando che non tutte sono così speciali e che le confezioni-convenienza non sono poi tanto convenienti. Spiega Barbara Labate, che ha lavorato sul progetto due anni: «Abbiamo fatto scoperte sorprendenti. Un’acqua minerale strillata come offerta era più cara di altre, la stessa scatola di pomodori aveva variazioni significative di prezzo da una catena all’altra». Il test, a Milano, è stato un successo. Ci sono stati picchi notevoli (7300 pagine visitate in meno di due ore), e sono arrivate centinaia di lettere, al punto che risparmiosuper.it, sta per aprire i suoi battenti virtuali a Torino, Roma e Palermo (dalla prossima settimana). Come funziona? Con molta pazienza e un pizzico di tecnologia. Gli «inviati» di risparmiosuper.it raccolgono (a mano) tutti i volantini con le offerte della grande distribuzione, aggiornati settimana dopo settimana. Attualmente, sono sotto monitoraggio 13 catene, (Auchan, Carrefour, Diperdì, Esselunga, Euronics, Expert, Gs, Il Gigante, Mediaworld, Pam, Unieuro), ma presto arriveranno a 17. Come funziona.
Le informazioni vengono inserite nel database, che comprende oltre cinquemila prodotti. Il programma fa la comparazione per tipologia, brand, prezzo, peso, confezione, e segnala in rosso le offerte migliori. È pignolo, il programma. Prende in cosiderazione le variazioni di prezzo, (anche il 10 per cento a parità di prodotto, marca e quantità, su olio, birra, vino, banane, per esempio), e non si lascia ingannare da piccole differenze di peso o confezione. In più, registra gli andamenti dall’agosto 2009: periodo piccolo, ma dimostra che qualcuno ha davvero tagliato i prezzi e qualcun altro invece li ha aumentati. Chi si iscrive, può depositare la sua lista della spesa (con la marca preferita, e il tipo di confezione), nel carrello virtuale e, di volta in volta, riceverà la segnalazione del miglior prezzo medio nei supermercati della sua città, senza doverne visitare dieci diversi per risparmiare. Volendo, può avere via email o Sms, le offerte sui prodotti che ritiene più interessanti, o che aquista abitualmente. Certo, può capitare che il super più conveniente non sia quello sotto casa, e qualcuno si lamenta. C’è chi difende a spada tratta il punto vendita frequentato da sempre, non trovandolo tra quelli con le offerte migliori («Siete sicuri?»). C’è chi chiede di controllare i prezzi del suo suermercato di riferimento («Perché non inserite anche il Penny?»). E chi si complimenta, dopo aver controllato lo scontrino. Dieci, quindici euro in meno su ogni spesa possono fare la differenza per chi fatica ad arrivare alla fine del mese. L’aveva previsto Daniela Ostidich, sociologa dei consumi, nella ricerca «La spesa in tempi di crisi», dove spiegava le trappole più frequenti nella grande distribuzione, i rischi del «3 x 2», i segreti dei volantini promozionali: «Se vogliono comprare bene i consumatori devono diventare consapevoli». Ma dedicarsi ad analisi e comparazioni è complicato. Può mancare il tempo. Meglio se qualcun altro lo fa per noi. Il campione. I «clienti» registrati su risparmiosuper.it sono un buon campione dell’Italia metropolitana di oggi. Mettono nel carrello prodotti per 80 euro, tutti generi di prima necessità (anche questo è un segno della crisi, di quella povertà che, secondo l’Istat è arrvata al 13%), ma se si lasciano tentare dall’area elettrodomestici, cliccano le icone di celluari e televisori a schermo piatto. Sono un target trasversale (studenti, professionisti e casalinghe), e tutti gradiscono la schermata con l’elenco dei prodotti a meno di due euro, visitatissima. Al Pam, pasta, pomodori e filetti di sgombro, all’Esselunga, paella surgelata, al Gs, fettuccine e tonno. Si fa lo slalom negli scaffali. Come nella vita.

 

 

 

La Stampa Torino e Prov.  

 

pag. 55 

Una lettrice scrive:                                                                                                                            «Mio figlio quindicenne è andato a vedere Avatar in una famosa e centrale multisala di Torino. E’ arrivato con i suoi occhiali 3D che aveva avuto ad un precedente spettacolo e ha chiesto di “scontargli” il prezzo degli occhiali (così come sembra che alcuni gestori facciano). Gli hanno risposto che non era possibile perché non tutti gli occhiali sono uguali (sigh!) e dopo aver pagato i 10 euro... gli hanno dato gli stessi che già aveva. All’uscita c’era un grosso contenitore dove il pubblico veniva invitato a gettare gli occhiali. Mi chiedo, per farne cosa? Le ipotesi sono 1) imbustarli nuovamente e continuare a guadagnarci. 2) buttarli via aumentando il volume dei rifiuti. E’ così difficile scontare 2 euro a chi li ha già precedentemente pagati?».

 

 

HelpConsumatori.it

Con il tasso di inflazione all'1,3% ci sarà un aumento di spesa per ogni famiglia di 390 euro: questo il commento di Federconsumatori e Adusbef di fronte alle nuove stime dell'Istat per gennaio. "Che in una situazione di grave contrazione dei consumi come questa si verifichi il rialzo del tasso di inflazione è un fatto gravissimo - affermano le due associazioni - Tutto ciò contribuisce a debilitare ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie, che, secondo l'Istat è sceso dell'1,6%, ma, per quanto ci riguarda, è sceso dell'1,8-1,9% in termini generali, e del 3,2% per le famiglie a reddito fisso". "Siamo ancora in attesa degli emendamenti per il blocco delle tariffe promessi dal Governo nel decreto milleproroghe", commentano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e di Adusbef, che sottolineano la necessità di bloccare le tariffe. Si rischiano, in caso contrario, aumenti di 660 euro a famiglia nel 2010. "Ricordiamo inoltre - concludono le due associazioni - che questo tasso di inflazione annuale all'1,3%, se non verrà abbattuto, comporterà un aggravio di spesa per ogni famiglia di 390 euro annui, che si riveleranno disastrosi soprattutto per le famiglie meno abbienti e per i pensionati, che hanno visto rivalutare la propria pensione di appena uno 0,6-0,7%". Per Confesercenti, "la crisi gela i prezzi, le imprese e l'occupazione". Commenta infatti l'associazione: "Il gelo della crisi si abbatte sui prezzi ed in particolare sono i prodotti di largo consumo a restare al palo, insieme al capitolo abitazione. La crisi mostra infatti due facce - si legge in una nota - una quella dei prezzi fermi e l'altra quella di un'economia in difficoltà che porta alla chiusura di imprese. Nel 2009, infatti, abbiamo registrato una perdita di 60.000 imprese e di 180.000 addetti. Di questi risultati dobbiamo tenere conto intervenendo con urgenza e determinazione per sostenere le imprese, l'occupazione, la fiducia dei consumatori e per dare prospettive positive all'economia".Per Confcommercio, infine, sono gli alimentari a tenere bassi i prezzi. "La sostanziale stasi dei prezzi degli alimentari, che prosegue ormai da quasi un anno - afferma in una nota Confcommercio - ha portato in 12 mesi il tasso tendenziale d'inflazione dal 3,8% allo 0,3%. Destano, invece, ancora qualche preoccupazione, oltre che i prezzi delle materie prime petrolifere, anche le dinamiche di prezzo dei servizi regolamentati, sia a livello locale che nazionale, da mesi con una significativa tendenza all'aumento".  

 

 

 

 

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