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LA SENTINELLA DEL CANAVESE - «Occhio, sempre, all’etichetta»

Felice Zuffo, presidente dell’Adoc di Ivrea, l’associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori, lancia un appello inequivocabile sulla tracciabilità di quanto acquistiamo e dice: «L’etichettatura dei prodotti alimentari, come prescritto dalla normativa comunitaria e nazionale, non deve mai mancare».  Quindi in vista della nuova sistemazione del mercato alimentare eporediese propone: «Sarebbe auspicabile che un’area fosse dedicata ai prodotti a chilometro zero. Questi beni dovrebbero risultare facilmente individuabili per i consumatori e corredati di tutte le indicazioni sulla loro provenienza e qualità. Ci sono delle regole precise per la vendita di frutta e verdura, tanto preconfezionata che sfusa, che dovrebbero essere rispettate, tuttavia non sempre avviene. Ed è un problema sotto gli occhi di tutti».  «Quante volte - prosegue Zuffo - recandoci al mercato o nei negozi ci imbattiamo in prodotti di cui non è specificato alcunché. Sui cartelli dovrebbero sempre figurare, invece, le indicazioni sulla varietà, l’origine, la categoria, eventuali additivi, a volte anche il calibro se previsto e, ovviamente, il prezzo al chilo delle merci vendute. Le informazioni dovrebbero apparire sulle confezioni o sulle etichette dei prodotti in modo chiaro e ben visibile. Si tratta di un servizio dovuto al consumatore che così è in grado di confrontare più prodotti ed orientarsi meglio nella scelta di cosa comprare o meno; un servizio che si dovrebbe sempre pretendere».  Quindi Zuffo: «Purtroppo le persone, un po’ per quieto vivere, un po’ per scarsa conoscenza o semplicemente per la fretta nel fare la spesa, non badano a questi che, dettagli proprio non sono, anche perché possono andare di pari passo anche con la tutela della salute. Le cronache quasi quotidiane riportano episodi che ci invitano a fare riflessioni serie in materia come, ad esempio, quello del concentrato di pomodoro venduto come italiano, ma che in realtà era cinese».  Infine il presidente dell’Adoc spiega: «Forse in pochi sanno che esiste persino un codice del consumo in cui sono state raccolte le diverse disposizioni emanate a tutela del consumatore, con l’obiettivo di rendere i cittadini maggiormente consapevoli dei propri diritti nel momento in cui acquistano un bene qualsiasi. Dispiace sempre constatare come, nella maggior parte dei casi e tranne poche eccezioni, l’esistenza di questi strumenti a difesa dei diritti di noi consumatori siano praticamente ignorati. Tra l’altro lo scorso maggio avevamo anche organizzato una conferenza ad Ivrea su queste tematiche. L’affluenza di pubblico non era stata molta: un peccato».

(30 agosto 2010)

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