Aiazzone, inchiesta per truffa mille clienti senza i mobili già pagati

La magistratura torinese ha aperto un' inchiesta sulle vicende della nota azienda di mobili. Da mesi, decine di cittadini attendono invano l'arrivo a casa di divani, tavoli cucine o librerie per i quali hanno versato somme di denaro a titolo di caparra o a saldo. Gli 850 dipendenti senza stipendio.

La Procura di Torino ha aperto un' inchiesta sulle vicende di una delle più note aziende di mobili italiane, Aiazzone. Da mesi, decine di cittadini attendono invano l'arrivo a casa di mobili, ordinati presso il noto marchio, per i quali hanno versato somme di denaro a titolo di caparra o a saldo.
L'indagine è aperta da circa un mese, da quando sono state depositate ad una stazione dei carabinieri di Torino quattro querele per truffa, da parte di clienti, a quanto apprende l'agenzia Ansa.

Le conseguenze della situazione della ditta Aiazzone, di cui - da quanto è dato sapere - non arrivano chiarimenti, non sono solo i clienti, ma anche gli 850 dipendenti dei 43 punti vendita che da mesi non si vedono pagare lo stipendio. Proprio per far fronte a ciò, è stata chiesta l'apertura di un tavolo di crisi in Regione insieme ai sindacati e ai responsabili di Panmedia, la società che ha recentemente rilevato la B&B, società di Gianmauro Borsano e Renato Semeraro che in precedenza aveva acquisito il marchio Aiazzone nel tentativo, non riuscito, di rilanciarlo. Da quanto si sa, la Procura della Repubblica di Torino ha iscritto nel registro degli indagati, quale atto dovuto, il legale della B&B per l'ipotesi di reato di truffa.

Intanto su Facebook si stanno allargando i due gruppi aperti nelle settimane scorse per raccogliere i nomi e le adesioni di coloro che ritengono di essere stati raggirati, in un modo o nell'altro, da Aiazzone, per dare loro consigli e per far partire azioni congiunte. Fino ad oggi sono circa mille persone.