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La Stampa: " PEDAGGI, GUERRA APERTA TRA PROVINCIA E ANAS"

Alessandro Mondo - Far pagare i pedaggi autostradali a tutti sarà anche «un’operazione di giustizia sociale», come ha detto il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli durante la cerimonia inaugurale della canna di sicurezza del traforo del Frejus, ma la Provincia non ci sta. E passa dalle parole ai fatti, saldando in un fronte unico anche il gruppo provinciale del Pd e i consumatori. Il primo obiettivo è imporre ad Anas la restituzione dei soldi che la società, tramite Ativa, ha riscosso indebitamente lo scorso mese di luglio. L’aumento delle tariffe alle barriere di Settimo, Falchera e Bruere - disposto per mettere a reddito, seppur indirettamente, il corridoio Torino Caselle finora a scorrimento libero - era stato bocciato dal Tar Piemonte su ricorso della stessa Provincia. Per la verità, inizialmente anche la Regione aveva eccepito sugli aumenti, e sulle loro modalità, salvo defilarsi.

In ogni caso, gli 800 mila euro supplementari incassati da Anas a luglio non sono mai stati restituiti. Da qui la contromossa della Provincia. L’ente guidato da Antonio Saitta ha presentato una diffida ad Anas, minacciando un’azione giudiziaria se non metterà mano al portafoglio. Nella stessa ottica va letta la mossa del Pd provinciale, in collaborazione con alcuni sindaci e le associazioni dei consumatori: nello specifico l’Adoc. «Promuoveremo una class action per chiedere a Anas di rimborsare quella cifra», spiega Claudio Lubatti, capogruppo del Pd in Consiglio provinciale. Anche così, rimborsare quattro mesi dopo chi ha versato la tariffa maggiorata è un’impresa ai limiti dell’impossibile: l’eventualità che gli automobilisti salassati abbiano conservato le ricevute dei pagamenti è quantomeno remota. Per questo nella «class action» Pd e consumatori chiedono che gli 800 mila euro, una volta restituiti, siano investiti nella manutenzione e nel miglioramento della viabilità provinciale. Con Palazzo Cisterna nel ruolo di garante. «Come minimo, quei soldi vanno restituiti al territorio trasformandosi in un vantaggio per la collettività», aggiunge Lubatti. L’auspicio è quello di raccogliere il maggior numero di firme a sostegno dell’iniziativa. Per questo da oggi, al più tardi domani, il Partito Democratico metterà a disposizione dei sottoscrittori il sito del gruppo provinciale: www.gruppopdprovinciatorino.it. I contatti con Adoc sono in corso. La provincia, tramite Saitta, garantisce appoggio. «Restituire i soldi indebitamente percepiti è il minimo che Anas possa fare - spiega il presidente -. Almeno utilizziamoli per opere di interesse pubblico». Resta aperta la partita legata al nuovo sistema di pedaggiamento sulle autostrade e i raccordi gestiti direttamente da Anas che la società, ottemperando alle disposizioni del Governo, ha messo a gara: undici le manifestazione di interesse arrivate da altrettante aziende. Problema inesistente, secondo Saitta, almeno per quanto riguarda i dieci chilometri della Torino-Caselle: «Nelle motivazioni della sentenza che a luglio bocciò l’aumento delle tariffe, peraltro mai impugnata, il Tar Piemonte scrisse chiaramente che il corridoio in questione non ha caratteristiche autostradali». Staremo a vedere.

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