Ecoincentivi. Stopo al "dietrofront" solo per il 2008

Sommerso da una valanga di critiche, il governo vuole fare marcia indietro su una parte della norma che ha tagliato, nello sconcerto generale, gli ecoincentivi del 55% per le ristrutturazioni «ambientali» degli immobili.

Come ha spiegato il ministro dell’Economia Tremonti, verrà cancellato l’aspetto più paradossale della «stretta»: la riduzione retroattiva per il 2008 degli incentivi fiscali, che avrebbe penalizzato anche chi ha già effettuato lavori di ristrutturazione contando su uno sconto fiscale del 55%. È l’unica concessione del ministro dell’Economia: dal 2009, infatti, gli incentivi per chi cambia caldaia o installa pannelli solari non saranno più automatici. Ed esauriti gli 82,7 milioni messi a disposizione per il 2009 (farà fede l’ordine cronologico delle domande) niente più bonus. Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ieri in una nota ha annunciato la presentazione di un emendamento che dovrebbe cancellare totalmente l’intervento sugli ecoincentivi.
L’autoriduzione degli sconti fiscali, per giunta retroattiva, gridava davvero vendetta al cielo, e corale è stata la protesta. Secondo il testo originario del provvedimento - contenuto nel decreto «anticrisi» - per il 2008 chi aveva già effettuato e pagato lavori di «ecoristrutturazione» invece di godere automaticamente in dichiarazione dei redditi di uno sconto fiscale del 55% (da fruire in tre anni) si sarebbe dovuto accontentare di uno del 36%, da suddividere per giunta in un arco di dieci anni, per lavori di importo non superiore a 48.000e). A sentire Tremonti, sarà solo questa la parte della norma che verrà rivista. Il ministro dell’Ambiente Daniela Prestigiacomo in una nota parla invece di un emendamento per sopprimere tutte le norme relative al credito d’imposta contenute nel decreto anti-crisi; ma oltre a superare il «niet» (di norma insuperabile) di Tremonti, Prestigiacomo dovrà anche trovare una copertura finanziaria alternativa, cosa non facile. Se prevarrà l’impostazione dell’Economia, una volta esauriti i fondi stanziati (82,7 milioni nel 2009, 186 nel 2010, 315 nel 2011) gli incentivi non saranno erogati.
Confindustria, Cna, Confartigianato, in rappresentanza di produttori e installatori, ma anche i sindacati, gli ambientalisti, esperti e scienziati hanno protestato contro un provvedimento che fa a pugni con l’esigenza di sostenere l’innovazione tecnologica e soprattutto combattere il riscaldamento globale, e che peraltro è stato apprezzatissimo dagli italiani. Nel 2008 le pratiche sono state oltre 118.500: il 37% per la sostituzione di finestre e coibentazione di pareti e tetti, il 26% per installare caldaie a condensazione, il 19% per pannelli solari. Quasi 120.000 interventi che hanno messo in moto un giro d’affari stimato in 1,8 miliardi nel 2008, con un risparmio di 70 milioni di tonnellate di CO2 e di 510 MWh di elettricità. Il Wwf, in una nota, chiede al ministro Prestigiacomo di cancellare l’intera norma del decreto, per tutelare l’occupazione e l’ambiente.

(Fonte: "La Stampa" del 4/12/2008)