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Rassegna stampa del 10 dicembre 2008

  • La Repubblica - "Diossina, dopo i maiali le mucche" - di Alessandra Retico - pag. 17
  • La Repubblica - "Decreto mutui, rischio-ricorsi penalizzato chi ha il tasso fisso" - di Roberto Petrini - pag. 26
  • La Stampa - "Scoppia la lite del cotechino" - di Daniela Daniele - pag. 17

La Repubblica - Pag. 17

Diossina, dopo i maiali le mucche

(Alessandra Retico)

ROMA - Sequestri, controlli e molte rassicurazioni. L´allarme diossina ha smosso le istituzioni italiane, meno i consumatori che continuano a comprare bistecche e braciole, anche se dall´Irlanda ieri è arrivata la conferma che pure le mucche hanno mangiato concime avvelenato. Poche, sembrerebbe: 38 allevamenti bovini foraggiati a olio industriale, ma su 11 mandrie analizzate solo 3 sono risultate positive. Il livello di intossicazione è molto basso, due o tre volte superiore ai limiti consentiti, contro gli 80-200 registrati nei suini. L´ufficializzazione del nuovo pericolo mucche non ha avuto effetti al momento significativi in Italia: da Dublino abbiamo importato circa il 7 per cento delle carni bovine, intorno ai 18 milioni di chili. Ben individuabili, visto che l´etichettatura è obbligatoria per carni di manzo e vitello e dunque tutelarsi è più facile. Proprio la tracciabilità è stata anche ieri al centro delle rivendicazioni di agricoltori e consumatori, come pure del Welfare, che ha ribadito l´intenzione di chiedere all´Europa che venga estesa a tutti i prodotti. Il ministro della Salute Sacconi ha tranquillizzato i cittadini («un ingiusto allarme»), e così il titolare dell´Agricoltura Zaia, che ha spiegato come «il ministero fa di routine più di ottomila controlli l´anno, riconosciuti a livello internazionale per la loro qualità». Anche associazioni di agricoltori, operatori del settore e in parte i consumatori smorzano i timori. L´Assica, associazione industriale delle carni: «Abbiamo la rete veterinaria migliore». Paolo Bruni, presidente Fedagri-Confcooperative: «I controlli funzionano, e fidarsi in ogni caso dei prodotti delle cooperative, con marchio volontario di qualità». Il Codacons chiede invece di tenere alta la guardia su zampone e cotechino, sconsigliandoli per le tavole natalizie. Il nuovo bilancio dal Welfare sulla carne suina a rischio entrata in Italia: 89 partite, di cui 42 già sequestrate, 228 supermercati e ipermercati passati al setaccio dai Nas. Gli italiani sembrano fidarsi. Più tecnicamente, siamo consumatori maturi: al momento nessun panico, fettine e braciole finiscono nei carrelli mantenendo stabile il mercato. Non come nel 2001, quando la psicosi collettiva per mucca pazza costò al sistema produttivo perdite da 2 miliardi. E la situazione tiene più che nel 2005, quando l´aviaria ha fatto crollare le vendite di pollame di mezzo miliardo. La Coldiretti ha fatto un primo monitoraggio: sostanziale stabilità degli acquisti sia di carne bovina che suina. Dall´Irlanda d´altra parte arriva solo lo 0,3 per cento di maiali mentre la percentuale sale al 7 per manzi e vitelli. La Cia fa la medesima considerazione: finora, nessun contraccolpo sui consumi. «Secondo le previsioni il 2008 dovrebbe concludersi con un incremento, sia quantitativo che in valore, del 2,3 per cento rispetto al 2007». Oggi è atteso un parere da parte dell´Efsa, l´agenzia sulla sicurezza alimentare europea con sede a Parma, sui rischi per la salute umana; e a Bruxelles i partner europei faranno il punto della situazione. Speriamo basti il messaggio di un macellaio di Fuorigrotta a Napoli che in negozio ha appeso un cartello: «I don´t speak english». Almeno l´ottimismo non è stato intossicato

La Repubblica - Pag. 26

Decreto mutui, rischio-ricorsi penalizzato chi ha il tasso fisso

(Roberto Petrini)

ROMA - Si riapre la partita del «calmiere» sui mutui mentre le entrate fiscali accusano una battuta d´arresto ad ottobre. Secondo i tecnici del Servizio bilancio della Camera che hanno passato al setaccio il decreto anti-crisi, ai primi passi a Montecitorio, il tetto del 4 per cento posto come limite per i soli prestiti a tasso variabile potrebbe provocare una valanga di ricorsi da parte dei mutuatari a tasso fisso, fuori dal «calmiere», che si sentissero discriminati dal decreto. La presa di posizione dei tecnici ha provocato una immediata reazione da parte del relatore del provvedimento Maurizio Bernardo (Pdl): «Gli uffici del ministero dell´Economia sono al lavoro per verificare che esistano disparità ma anche per valutare eventualmente di allargare la misura a coloro che hanno contratto un mutuo a tasso fisso superiore al 4 per cento». In campo anche l´opposizione: «La norma va corretta perché crea un meccanismo di disparità», ha detto Antonio Borghesi dell´Idv. Altre novità potrebbero giungere sul fronte degli ammortizzatori sociali. Le risorse potrebbero «aumentare ulteriormente», ha detto ieri Massimo Corsaro (Pdl), l´altro relatore al decreto anticrisi da ieri all´esame delle commissioni Finanze e Bilancio di Montecitorio. Modifiche sono inoltre attese, ma anche in questo caso servono risorse, per allentare la stretta introdotta sul bonus energia del 55 per cento. Quanto alle misure che dovrebbero favorire un maggior gettito per l´erario, contenute nel decreto legge anti-crisi con l´obiettivo di coprire gli interventi di spesa, sono per i tecnici in alcuni casi «non verificabili» altre volte legate alla «volontaria adesione» dei contribuenti. Rilievi vengono avanzati anche sull´utilizzo del Fas, fondo aree sottoutilizzate: il Servizio Bilancio ha chiesto al governo un prospetto che indichi le effettive risorse contenute nel fondo, al quale hanno già attinto molti provvedimenti negli ultimi mesi. Anche la norma che introduce i «Tremonti-bond», per sostenere eventualmente le banche in difficoltà per la crisi, secondo i tecnici del Servizio Bilancio, non individua l´ammontare delle risorse necessarie demandando questo aspetto ad un decreto del presidente del Consiglio. I tecnici del Servizio bilancio intervengono anche sulla questione, oggetto di una forte contestazione da parte del Pd, del raddoppio dell´Iva, dal 10 al 20 per cento sui canoni di abbonamento della pay- tv: la norma, spiega il rapporto, potrebbe portare ad una riduzione degli abbonamenti e dunque del gettito. Tornando al fisco, in base ai dati diffusi dal ministero dell´Economia, nel periodo gennaio-ottobre 2008 le entrate erariali, al lordo delle una tantum, sono risultate superiori di 6 miliardi (+1,9%) a quelle dell´anno precedente. Nel solo mese di ottobre, tuttavia, rispetto allo stesso periodo dell´anno precedente, si è verificata una discesa del gettito pari all´1,2 per cento. Nei dieci mesi da segnalare un aumento del 6,6 per cento del gettito dell´Ire-Irpef, mentre l´Iva (indicatore anche dell´andamento dell´economia) è cresciuta solo dello 0,7 per cento. In calo l´Ires, l´imposta sulle società, che ha fatto registrare un arretramento del 5,2 per cento.

LA STAMPA - Pag. 17

Scoppia la lite del cotechino

(Daniela Daniele)

L’incertezza vola più sul cenone di Capodanno che sul pranzo di Natale. Per la notte di San Silvestro, infatti, la tradizione raccomanda cotechino o zampone, quel macinato finissimo, saporito e fumante di carni suine, con contorno di lenticchie. Ma i venti di bufera che arrivano dall’Irlanda ci stanno spingendo a prendere in seria considerazione la scelta vegetariana. Cotechino sì, cotechino no. Che fare? Le organizzazioni dei consumatori non hanno dubbi: meglio il principio di massima precauzione, fino a quando tutti i controlli non avranno accertato che certi prodotti la diossina non l’hanno neanche sfiorata. Esplicito l’invito di Carlo Rienzi, presidente del Codacons: «Il governo deve emettere un decreto urgente che imponga subito l’etichetta d’origine sulle carni suine. In attesa che ciò avvenga, non comprate per le prossime festività cotechino e zampone». Si aggiunge il suggerimento dell’Aduc: «Non mangiate carne suina, almeno fino a quando non saranno resi noti i risultati delle analisi». Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, tuona: «A noi non interessa che l’importazione dei prodotti dall’Irlanda sia marginale, bisogna garantire sicurezza alimentare a tutti i cittadini. Pochi o tanti che siano». Ma i rivenditori contestano la linea del catastrofismo. Il presidente di Assomacellai-Confesercenti, Gian Paolo Angelotti, ricorda che meno dello 0,4% della carne suina è importata dall’Irlanda, e precisa che «le carni suine fresche, quelle che si trovano sui banchi delle 35 mila macellerie italiane, sono per il 90% di provenienza interna». Appelli alla calma arrivano dalle autorità. «La situazione è assolutamente sotto controllo - rassicura Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, Politiche sociali e Salute - è stato tempestivo l’intervento dei Nas e sono state subito identificate le partite sospette». Gli fa eco il sottosegretario Francesca Martini, che assolve cotechini e zamponi. «Questi prodotti - dice - sono stati confezionati prima del 1° settembre, data in cui il mangime contaminato è giunto agli allevamenti». I sequestri, intanto, si moltiplicano. Sono 89 le partite di carne suina importate dall’Irlanda, 42 sono state rintracciate. «Contiamo in brevissimo tempo - afferma Martini - di trovarle tutte». Gran parte dei sequestri sono avvenuti in Lombardia (23), Emilia Romagna (8) e Veneto (6). Gli altri in Trentino, Lazio, Puglia, Basilicata e Calabria. Tutte le partite erano presso grossisti, in attesa del commercio al dettaglio. Nei supermercati sono stati 228 i controlli effettuati dai Nas.

L’altro versante

Ora l’allarme riguarda la carne bovina. «Ma non c’è rischio pubblico», tranquillizza il ministro dell’Agricoltura irlandese, Brendan Smith. Tre bovini su 11 hanno rivelato problemi di diossina. «E’ chiaro - dice l’ottimista Smith - che 8 mucche sono in salute, comunque ogni animale con livelli di tossico non legali sarà tolto dalla catena alimentare e dal mercato». Per la carne bovina esiste obbligo di etichettatura, è più facile identificare subito quella irlandese.E che dire dei prosciutti? I consorzi, come quelli del San Daniele e di Parma, vanno orgogliosi dei loro salumi Dop. I produttori, nella maggior parte dei casi, vantano non solo suini italiani ma anche rintracciabilità della filiera dei mangimi. Assalzoo (Associazione nazionale tra produttori di alimenti zootecnici) chiede comunque di estendere a tutti i produttori di mangimi l’Haccp (Hazard Analysis Critical Control Point, metodo di controllo igienico finalizzato a tutelare la salute del consumatore). Per evitare altri guai.

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