LA STAMPA - Torinese cita Intesa per i titoli Lehman

“Non mi hanno avvertito nemmeno il giorno del crac”

(Raphaël Zanotti)

Intesa Sanpaolo non solo vendeva i titoli di Lehman Brothers ricavandone dunque una percentuale come intermediario, ma era anche proprietaria dell'unica piattaforma su cui potevano essere venduti, e dunque ne fissava il prezzo. L'accusa viene dall'associazione dei consumatori Adoc che per la prima volta ha citato in giudizio l'istituto di credito per conflitto d'interessi nel gigantesco crac della banca d'investimenti americana. L'Adoc rappresenta Giuseppina Caffiero, biologa torinese e correntista Intesa, che nel maggio 2008 investi' tutti i suoi risparmi, 39.000 euro, nelle famigerate obbligazioni su consiglio di Intesa Sanpaolo, perdendo tutto nel giro di pochi mesi. «La nostra cliente non e' un'esperta - spiega l'avvocato Bartolomeo Grippo che difende la Caffiero insieme al collega Fabrizio De Francesco dello studio legale Bin - Ha sempre avuto un profilo da investitore prudente. All'improvviso, pero', e' stata contattata dalla banca che le ha offerto l'acquisto delle Lehman Brothers». Secondo i legali, quell'investimento non poteva essere presentato come sicuro gia' all'epoca dell'acquisto. Nei sette mesi precedenti all'acquisto erano gia' stati pubblicati numerosi articoli che dimostravano l'alto rischio che correva Lehman Brothers, ma la banca non ha mai informato la sua correntista della cosa. Addirittura, subito dopo la crisi dei subprime, la Caffiero si era rivolta preoccupata alla banca, ricevendo solo rassicurazioni. E' venuta a sapere dell'uscita dal mercato dei titoli da un amico broker. Quando ha chiamato il suo istituto di credito il 15 settembre 2008, per avere delucidazioni, si e' sentita rispondere: «Ci dispiace, e' cosi', ma ormai non puo' fare piu' nulla. I titoli sono stati espulsi e non possono piu' essere negoziati». Perche' un comportamento del genere da parte di Intesa Sanpaolo? Secondo la tesi dell'Adoc perche' la banca perseguiva un proprio interesse e non quello della sua cliente. Le Lehman Brothers non venivano vendute in Borsa, ma solo su una piattaforma particolare: la Euro Tlx. Quest'ultima e' di proprieta' di Unicredit e di Imi, la banca di investimento di Intesa Sanpaolo. Di qui il conflitto d'interesse. Non solo. Il Consorzio Patti Chiari, di proprieta' di vari istituti di credito e dell'Abi, era nato per fornire indicazioni sicure agli investitori. Una garanzia che, pero', sembra si sia rivelata poca cosa. Ancora il giorno del crac Lehmna, il consorzio indicava i titoli americani come investimento «a basso rischio e basso rendimento». Il fatto che Intesa Sanpaolo sia tra i proprietari del Consorzio e che il presidente dei revisori dei conti di quest'ultimo sia nel consiglio di sorveglianza della banca, ha fatto si' che l'Adoc citasse in giudizio anche Patti Chiari. Il processo iniziera' il 15 settembre.

(23 maggio 2010, pag. 59)