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LA STAMPA - "L'Enel dice che ha firmato mio marito. Ma lui era morto da cinque anni"

Il legale: “Succede sempre più spesso. Ormai usano ogni trucco”

(Raphaël Zanotti)

Un tempo scoppiava uno scandalo ogni volta che si scopriva che, alle elezioni, avevano votato persino i defunti. Oggi, chi e' passato a miglior vita, addirittura firma i contratti. Lo ha scoperto, con grande afflizione personale, una signora di 81 anni delle Vallette che nell'aprile scorso si e' vista arrivare a casa due bollette dell'Enel. «Strano - ha pensato la signora - io ho sempre pagato Iride». Per nulla convinta, la vecchina ha deciso di andare a controllare direttamente agli uffici di corso Regina Margherita. Arrivata qui, ha chiesto delucidazioni: E gli uffici le hanno presentato un contratto: «Ma come, guardi qui, e' tutto regolare, c'e' la firma di suo marito». Il contratto era datato aprile 2009, peccato che il marito della signora, buonanima, fosse defunto cinque anni prima. Com'e' stato possibile? La signora ha deciso di accertarlo. Si e' affidata all'avvocato Tiziano Lucchese, che e' il legale che segue il settore Energia per l'associazione dei consumatori Adoc. Poco dopo e' partita una denuncia penale ai carabinieri delle Vallette. La procura della Repubblica ha aperto un'indagine. Perche' e' abbastanza lampante che qualcuno, pur di far passare la signora da Iride a Enel, ha falsificato la firma del marito. «Purtroppo di casi del genere se ne vedono sempre piu' spesso - racconta l'avvocato Lucchese - Io avro' anche una visione patologica della situazione, nel senso che a me si rivolgono soprattutto persone che hanno problemi con le aziende erogatrici di servizi, ma una volta e' la doppia fatturazione, un'altra la migrazione ad altro operatore senza autorizzazione, senza considerare che molti non rispettano il diritto al ripensamento previsto per legge». Ora, il caso della vedova e del marito che firma contratti dall'Aldila', sara' oggetto anche di una segnalazione all'Antitrust per pratica commerciale scorretta, oltre a un classico reclamo al venditore. L'Adoc ha annunciato che, nel caso l'indagine penale sfoci in un processo, chiedera' di potersi costituire parte civile.

(23 giugno 2010, pag. 71)

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